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Andamento Settore Florovivaistico I° semestre 2014

 
I Semestre 2014 numero 10/14 06/08/2014
1. In Italia
1.1 Il mercato nazionale
Gli andamenti mercantili del primo semestre dell’anno sono stati molto simili per la totalità delle aziende
monitorate dalla rete Ismea. E’ stato sicuramente un periodo caratterizzato da variabilità - sia per le
condizioni climatiche sia per situazioni congiunturali generali - non sempre dipendente dalle scelte aziendali
o dai fattori produttivi. L’inverno è stato mite ma le piogge copiose durante la primavera hanno sicuramente
influenzato l’aspetto commerciale della filiera - condizionato dal clima per ciò che attiene le vendite - prima
ancora di quello produttivo. Tuttavia dall’inizio dell’anno si sono avuti segnali di lieve positività, proseguiti per
tutto il periodo e fino alla prima decade di maggio, dopodiché c’è stato un rallentamento generale della
domanda, fino a tutto il mese di giugno ritenuto considerato sottotono dalle aziende. Purtroppo il clima non
segue più i parametri storici stagionali degli anni passati, ma presenta sempre qualche anomalia e infatti
anche giugno è risultato caldo e secco oltre la media nel Nord Italia e molto piovoso nel Centro-sud, fattore
che ha influenzato gli acquisti nelle regioni del Centro-sud Italia.
L’offerta è stata in qualche modo allineata alla domanda e nonostante questo per alcune specie si sono
avute delle eccedenze di prodotto, soprattutto per le stagionali che hanno sofferto nei periodi di maggiore
interesse per le vendite. Si sono succeduti periodi di grande fermento lavorativo, soprattutto quelli a ridosso
o durante le festività, a periodi di quasi completa inattività del mercato. Si sono registrate in generale vendite
discrete sulle piante verdi da interno e sulle fiorite, specialmente per la Pasqua e fino alla festa della
Mamma, ma dopo il calo è stato significativo in particolare sulle stagionali, gerani in primis, che sono
diventati eccedenti già in seguito alle rimanenze di aprile.
In giugno si sono registrate eccedenze di prodotto a causa delle mancate vendite di fine maggio, e anche a
fronte di offerte con prezzi molto bassi, su alcuni articoli la vendita è stata problematica; inoltre le condizioni
climatiche di giugno sono state di ostacolo alle vendite a causa, come già detto, di frequenti periodi di
pioggia. Per di più anche le produzioni estere di Germania, Francia ed Olanda hanno beneficiato di una
primavera anticipata e questo ha comportato inattesi decrementi di domanda del prodotto italiano, come è
accaduto per Dipladenia e Buoganvillea che vengono solitamente importate dall’Italia fino al mese di
maggio. Nel primo semestre 2014 si è assistito infatti ad una riduzione della domanda principalmente dovuta
al periodo climatico particolarmente favorevole per le produzioni Nord Europee, con inverno piovoso ma
sostanzialmente mite. Sembra che il mercato tedesco stia puntando maggiormente sul Km0, incentivando
quindi le produzioni locali a discapito delle importazioni. La mancanza delle vendite sul mercato estero, in
particolare su quello tedesco, molto importante per il commercio delle piante aromatiche in vaso, ha
costituito una perdita uguale se non maggiore di quella registrata nel 2013, per le produzioni liguri.
Nello specifico delle singole realtà produttive, monitorate da Ismea, questi i risultati del semestre in esame:
Piante in vaso:
Per i produttori di piante in vaso della Lombardia, la cui offerta è stata in linea con quella degli anni
precedenti, la domanda è stata discreta soprattutto nei primi tre mesi fino a metà aprile per il traino della
Pasqua. Buoni gli andamenti di piante verdi, fiorite e arbusti. Il clima invernale, mite e con buona luce, ha
fatto fiorire con un certo anticipo alcune colture, specialmente le piante mediterranee, con discreti risultati di
vendita ma solo nella prima parte del semestre. Poi dopo la prima decade di maggio e per tutto giugno viene
segnalato un’eccedenza di prodotto per scarse vendite.
Per gli operatori del Veneto il primo semestre 2014 è stato nel complesso caratterizzato da un leggero
I Semestre 2014
andamento positivo che ha permesso di avere risultati migliori rispetto al 2013, con un mercato vivace,
dovuto ad andamenti climatici favorevoli rispetto agli ultimi due anni. Risultati migliori in termini di volume
d’affari ma non per il margine di redditività delle aziende, in quanto sono stati in costante aumento tutti i
mezzi tecnici di produzione - gasolio, concimi, torbe, antiparassitari, etc. - ed anche i livelli di tassazione. Le
quantità di prodotto sono state in linea con il 2013 o in leggero calo ma le difficoltà del mercato rendono un
po’ difficile programmare le produzioni. Il mercato delle piante verdi su tutore è fermo, le piante verdi in
generale hanno fatto registrare discrete vendite soprattutto per quelle in vasi di piccole dimensioni. Le fiorite
in vaso hanno tenuto il mercato a seconda dell’offerta stagionale e si segnala che sono andati
discretamente, ad inizio primavera, gli alberi da frutto per hobbisti, così come le aromatiche in parte di
produzione locale ed in parte importate dalla riviera ligure.
I prodotti della piana di Albenga, soprattutto margherite ed aromatiche, hanno risentito del clima poco
favorevole che ha influito negativamente per quasi tutto il primo semestre 2014; l’inverno mite e molto
piovoso ha determinato un anticipo di fioritura delle produzioni in serra rispetto al consueto, che sono state
pronte per la vendita insieme a quelle coltivate in pien’aria, che hanno risentito delle piogge abbondanti e
hanno mostrato livelli qualitativi inferiori alle aspettative. Poiché sono fiorite più o meno nello stesso periodo
si è registrata un’offerta eccedentaria rispetto alla domanda che, già in flessione, ha reso ancora più
problematica la vendita. Solo in giugno, verso la fine della stagione produttiva, il ritorno del bel tempo ha
favorito un andamento positivo. Secondo queste aziende si è osservata, in generale, una diminuzione dei
consumi sul mercato nazionale tra marzo ed aprile con una leggera risalita verso fine aprile e maggio ed una
necessità di agire sul livello dei prezzi delle piante fiorite da esterno per contrastare la concorrenza delle
produzioni del Sud-Italia. Alcune aziende della zona hanno trasformato l’indirizzo produttivo passando dalla
coltivazione di piante in vaso a quella di ortaggi.
Per le produzioni toscane la domanda non è aumentata, il clima di crisi è ancora percepibile anche se nel
semestre in esame c’è stato un accenno di miglioramento generale. Le condizioni meteo-climatiche sono
state buone per la produzione, ma la primavera piovosa ha comunque generato una contrazione dei
consumi da parte del consumatore finale ed un rallentamento dei flussi di acquisto. Tuttavia le aziende che
hanno provato ad investire di più, per esempio attraverso l’utilizzo di sistemi alternativi di produzione o
avanzati sistemi di riscaldamento, come la geotermia, hanno potuto acquisire quote di mercato perse da
altri. In altri casi hanno cercato di fornire la GDO ed i grandi clienti offrendo anche articoli come le piante da
interno di grandi dimensioni che necessitano di molto calore e che sono notevolmente diminuite. L’offerta
non è variata, sono cambiate invece le produzioni, le tipologie di prodotto, le grandezze dei vasi ed altri
fattori produttivi, come la gamma dei prodotti. Ad esempio chi ha prodotto molte fiorite stagionali ha ottenuto
un effetto trainante anche per la vendita di piante verdi, come ad esempio lo Spatiphillum, in vari formati e
varietà, che hanno avuto un peso importante nelle vendite del semestre. Tra le stagionali si citano Surfinie e
Petunie che hanno avuto andamenti ottimi mentre il geranio ha avuto momenti di grande crisi.
Gli andamenti di domanda ed offerta dei prodotti del Lazio sono stati discreti soprattutto in febbraio e marzo
ed in parte ad aprile, dopodichè a maggio e soprattutto in giugno, la domanda è stata inesistente e le
produzioni in esubero, come è accaduto per le fiorite stagionali, fiorite da interno, piante e arbusti
mediterranei, rampicanti verdi. Anche per queste produzioni è stata influente la richiesta da parte dei mercati
esteri, diminuita in primavera, in linea tendenziale, a causa delle buone condizioni climatiche del nord-
Europa, e quindi della Germania, oppure a causa delle crisi di mercato che attraversano anche altri paesi
dell’eurozona, come la Francia.
Per ciò che attiene le produzioni campane si osserva che sono andate meglio le produzioni di specie
coltivate in serra, come Spathiphyllum, Anthurium, Scindapsus, Ortensia, Zantedeschia, rispetto a quelle
fiorite stagionali che non hanno avuto un periodo molto prospero. Le aspettative positive degli operatori non
sono ancora chiaramente percepibili, tuttavia le aziende continuano ad investire il loro tempo ed il loro lavoro
nella filiera, è questo è un dato importante.
In Puglia dopo un avvio molto positivo tra fine febbraio ed inizio marzo, si è poi andati avanti con le
incertezze meteorologiche almeno fino alla festa della mamma, prima decade di maggio, e con un mese di
giugno decisamente sotto tono; tra l’altro è mancata la vendita sui mercati del nord Italia, soprattutto dalla
seconda quindicina di aprile fino alla seconda decade di maggio. L’andamento della domanda di stagionali è
stato buono fino a ridosso della fine di marzo, poi scarso nei successivi tre mesi. Sono andate ottimamente
le piante verdi da interno, mentre quelle su tutore non si vendono quasi più: si registra un calo importante
per le bromelie che hanno scarsissimi livelli di domanda con prezzi molto bassi. Alcune produzioni, come la
Lantana, hanno avuto ritardi produttivi che ne hanno limitato l’acquisto.
Nei territori produttivi di Trapani, Marsala e Catania l’andamento della domanda nel primo semestre del
2014, è risultato complessivamente debole nei primi quattro mesi dell’anno e solo nell’ultima decade del
mese di maggio si è registrata una debolissima ripresa delle contrattazioni, mentre a partire dalla seconda
metà del mese di giugno si è registrata una lieve crescita caratterizzata da compravendite con una
sufficiente dinamicità. Nel complesso la produzione della zona risponde ai programmi stabiliti dalle singole
aziende ma di fatto il difficile momento commerciale della filiera ha decretato un surplus di produzione
I Semestre 2014
invenduta e stoccata presso le aziende. Anche per ciò che attiene i fatturati è difficile determinarne un valore
positivo, non ci sono stati incrementi di vendita sulle singole categorie di piante, tranne che per le piante
mediterranee, dove la voce più importante è quella degli agrumi.
Il 2014 ha avuto un inizio d’anno abbastanza interessante nel ragusano soprattutto per la domanda di specie
fiorite, in particolare i ciclamini e gerani, favorite da un clima mite che ha spinto le vendite e la produzione. Si
sono avuti periodi di grande fermento intervallati da altri di stasi, tuttavia da San Valentino alla Festa della
Mamma, i risultati sono stati discreti. La primavera ha favorito maggiormente le stagionali fiorite, gerani,
ciclamini, petunie, ma anche le verdi da interno hanno avuto un andamento positivo; da notare però, che
quasi tutta la produzione locale ragusana ha interessato principalmente la Regione Sicilia, mentre le altre
regioni non hanno risposto molto bene. L’offerta di fiorite è stata in linea con la domanda ed i prezzi sono
aumentati di almeno il 5% rispetto al 2013; la domanda è stata buona anche in giugno per le fiorite da
balcone, per le quali c’è stata richiesta di piante di prima scelta anche se con prezzo superiore, distribuite
attraverso i garden center. Si osserva che la produzione ragusana di Pothos in basket e su tutore è stata
ottima per le caratteristiche di resistenza, colore ed uniformità delle piante, che sono apprezzate anche da
aziende concorrenti italiane che propongono un rapporto di collaborazione, delocalizzando e concentrando
la propria produzione in territorio ragusano.
Vivaismo:
Per le produzioni vivaistiche ci sono state condizioni di staticità durante tutto il semestre soprattutto per la
mancanza di progettazione pubblica e conseguentemente delle opere a verde e delle manutenzioni. La
tendenza generale è stata però di leggero miglioramento rispetto allo scorso anno. A livello produttivo le
aziende della zona del mantovano hanno accumulato prodotto negli ultimi anni e registrano esuberi di
produzione delle piante e delle alberature in coltivazione che hanno raggiunto diametri e dimensioni notevoli,
mentre la crisi economica generale ha indotto gli operatori a non attuare nuovi cicli di produzione di piccole
piante; così il non aver piantato si ripercuote generando una scarsità delle piante del diametro 10/12 e 12/14,
diametri che si raggiungono in 2/3 anni, mentre la tendenza del mercato, soprattutto nazionale, è propria
quella all’acquisto di piante giovani per contenere il livello dei prezzi. La richiesta di piante di dimensioni
notevoli arriva invece dal mercato estero che contestualmente richiede anche prezzi favorevoli e sconti.
Nelle zone del pistoiese si osserva un lieve miglioramento delle vendite ai garden, soprattutto di piante
fiorite, rosai e arbusti ornamentali, ed anche piante a forma, mentre risultano scarse le vendite di alberature
e di conifere. La domanda è stata superiore a quella dello stesso periodo dello scorso anno grazie anche al
migliore andamento stagionale, permangono tuttavia forti tensioni sui prezzi e l’offerta è in genere superiore
alle richieste del mercato. La produzione pistoiese ha servito bene i mercati esteri di Germania e Francia, in
particolare quelli della grande distribuzione, mentre permane la difficoltà di espansione in Spagna e Regno
Unito; si riscontra qualche interesse da parte dei paesi dell’Est Europeo ma con numeri e valori ancora
irrilevanti.
I vivaisti dei territori laziali hanno avuto buoni livelli di vendita delle piante da fiore e sempreverdi
mediterranee, nelle varie misure, sono andate bene le camelie in marzo ed è stata costante la vendita di
piante grasse ed alberi da frutto. Il clima mite invernale ha influito sul riposo vegetativo delle piante quindi
alcune fioriture non sono state abbondanti ma questo ha permesso di avere una domanda costante anche
fino a giugno per la realizzazione di giardini e per le vendite presso garden e vivai.
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Area Mercati
Responsabile di redazione: Patrizio Piozzi

Piante in vaso e vivaismo II° Semestre 2013

II SEMESTRE 2013 numero 3/14 24 febbraio 2014

1.1 Il mercato nazionale

Nel II semestre 2013 le condizioni climatiche sono state nella norma, in linea generale, e questo ha favorito

le coltivazioni soprattutto per le temperature al di sopra delle medie stagionali che hanno comportato un

duplice beneficio, aumento delle ore di luce e minori costi di riscaldamento; tuttavia gli andamenti generali

dei mesi in esame non sono stati del tutto soddisfacenti per gli operatori del settore, a partire dai mesi di

luglio ed agosto che abitualmente rappresentano un periodo di stallo per la vendita delle piante in vaso e di

transizione per le produzioni, ma soprattutto in settembre, mese nel quale le aspettative sono state deluse,

meglio sono andati i mesi di novembre e principalmente dicembre, poiché legati alle festività. Le produzioni

del semestre sono state in calo per alcuni articoli, come la poinsettia, che però ha avuto un buon periodo di

commercializzazione forse proprio per la scarsità di prodotto. Ma il parametro più importante su cui fare delle

considerazioni degli andamenti mercantili è sicuramente il prezzo di vendita che risulta sempre basso

rispetto agli anni precedenti, i fatturati aziendali restano in qualche modo stabili ma si assottigliano sempre

più i margini di guadagno a fronte di aumenti dei costi di gestione, energia, trasporti e personale impiegato, e

così le aziende spesso producono soltanto per sopravvivere.

Nello specifico delle singole realtà territoriali monitorate da Ismea i risultati del semestre, per le produzioni di

piante in vaso, sono stati i seguenti:

Nelle zone di produzione lombarde, per l’intero periodo, la domanda è stata in calo ed anche l’offerta per la

quale risultano diminuite le superfici produttive soprattutto per ridurre i costi di riscaldamento; alcuni

produttori hanno prodotto di meno, come è accaduto per le poinsettie, ed altri hanno preferito ridurre la

dimensione delle piante (ad es.ciclamini in vaso 16 anziché 20). Soltanto nel mese di dicembre la situazione

è risultata più dinamica poiché c’è stato un miglioramento nelle vendite legato alla festività natalizia.

In Veneto i primi tre mesi del semestre sono stati in calo per via della scarsità della domanda, mentre da

ottobre a dicembre gli andamenti sono stati stabili poiché c’è stata una buona richiesta di prodotti locali,

come ciclamini, crisantemi e poinsettie che hanno mantenuto un prezzo stabile anche a fronte di produzioni

in calo mediamente del 15% rispetto alle scorse annualità. La produzione di stelle di Natale, qui ed in altre

realtà, è diminuita e questo ha comportato un deficit dell’offerta poiché la domanda è stata buona, soprattutto

per le piante di piccola taglia. Nel periodo natalizio sono andate bene anche le Phalenopsis e gli Anthurium,

insieme a piante con bacche tipo Ilex, Skimmia, etc. Sul periodo ha invece pesato la scarsa domanda di

ciclamini tra agosto e settembre che sono risultati in esubero, a causa delle condizioni climatiche ed anche

per via della concorrenza olandese, soprattutto sulla miniatura. Sostenuta la domanda di viole, favorita

anche da un autunno mite, discreto l’andamento dei crisantemi e delle piante fiorite da interno.

L’offerta di prodotto ligure, favorita dal clima, è stata di ottima qualità, ciclamini e piante aromatiche in primis,

queste ultime anche in anticipo di maturità rispetto ad anni passati e quindi disponibili per la vendita. Per

queste produzioni la domanda da parte del mercato nazionale è risultata insufficiente, mentre è stata

migliore, in linea tendenziale, da parte dei mercati esteri soprattutto quello francese. Ma per il ciclamino si

osserva che la disponibilità è stata scarsa soprattutto in dicembre poiché sono state ridotte di molto le

quantità, sia per la disaffezione per questo prodotto per il quale sono stati applicati sconti maggiori ma anche

a causa della concorrenza di nuove realtà produttive nell’interland delle grandi città.

Anche per le produzioni toscane il mercato si è concentrato su ciclamini e stelle di natale, bene anche il

crisantemo in vaso, a partire da settembre. Per alcune realtà la produzione è stata stimata in diminuzione di

circa il 20% ed è stata facilmente esaurita, soprattutto attraverso la grande distribuzione anche sottocosto,

mentre coloro che hanno puntato sull’aumento di produzione, soprattutto di poinsettie e fiorite stagionali,

hanno avuto risultati migliori rispetto allo stesso semestre del 2012.


II semestre 2013

Nel Lazio i prodotti tradizionali del periodo, già citati più volte nel testo, hanno fatto registrare un’offerta

minore del 10% rispetto allo scorso anno, e sono stati esauriti molto prima delle festività. Si sono registrate

inoltre cospicue presenze di ambulanti su piazze e strade che hanno distribuito i prodotti con celerità, anche

con il favore delle condizioni climatiche positive. Ancora statico il mercato delle piante da esterno.

In Campania si osserva che, contestualmente alla minore richiesta c’è la tendenza a diminuire le produzioni,

sia totali sia per specie. Il clima favorevole in queste zone ha permesso di risparmiare in termini di consumo

carburante e il freddo associato al bel tempo ha influenzato positivamente la qualità della poinsettia, che

risente dell’umidità. Anche qui si conferma una preferenza per la produzione di piante fiorite che sono molto

più apprezzate di altre dal mercato, le piante verdi infatti hanno sempre meno successo. Dicembre è stato

un mese proficuo soprattutto per la poinsettia e per ciò che attiene prezzi e sconti, con i costi di gestione

sempre più alti, si stima una stagnazione del livello dei listini con prezzi simili a molti anni fa.

In Puglia la domanda è stata stimata superiore a quella dell’anno scorso con incrementi ad ottobre e

novembre soprattutto su ciclamini e crisantemi, mentre a dicembre è stata la poinsettia ad avere la meglio su

tutte le altre specie determinando cali sostanziosi sulla domanda di altre piante da appartamento, come

composizioni, Anthurium ed orchidee che hanno fatto registrare flessioni notevoli forse a causa degli alti

costi; l’offerta è stata equilibrata per le tre specie fiorite stagionali, e in alcune settimane anche scarsa, a

favore di una tenuta del prezzo.

Nelle zone produttive di Catania, Trapani e Messina, l’accrescimento delle piante è stato favorito dal clima

per tutto il semestre, il caldo estivo non ha prodotto danni, il clima fresco dell’autunno così come l’inverno

secco e mite sono stati proficui per le produzioni. Gli andamenti mercantili sono stati tuttavia positivi soltanto

a partire dalla fine di novembre soprattutto verso i mercati esteri, mentre il mercato nazionale non accenna a

cambiare, tranne che per pochi scambi verso il centro ed il nord Italia, la domanda ha subito un calo rispetto

all’anno 2012 sempre in virtù della congiuntura economica generale, che induce a fare pochi acquisti in

questo settore. L’offerta è stata complessivamente di buon livello qualitativo lungo l’intero arco del semestre

e spesso in esubero per la mancata domanda, con lievi segni di ripresa in dicembre. Sufficiente l’andamento

delle piante verdi da interno e delle fiorite da esterno.

L’andamento della domanda di piante verdi da interno e stagionali è stata al di sopra di ogni aspettativa per i

produttori locali ragusani; a suscitare particolare interesse sono stati i crisantemi in vaso, i ciclamini e le

poinsettie, ma anche Pothos in basket e su tutore insieme ad orchidee Phalenopsis. Forte è stata anche la

richiesta di piante verdi da interno di produzione locale, forse dovuta alla buona qualità e resistenza agli

ambienti domestici mostrata da questi prodotti in contrapposizione a quelli provenienti dall’olanda o da altre

produzioni italiane del nord Italia. Si osserva però che tra le piante da interno, i Ficus benjamin sono rimasti

quasi invenduti, con aggravio di costi per le aziende di produzione costrette a successivi rinvasi ed ulteriori

periodi di coltivazione. L’offerta è stata limitata per quasi tutte le tipologie di piante e questo ha comportato

prezzi leggermente più alti; nel mese di dicembre c’è stata una carenza di poinsettia e ciclamini di

produzione locale, tanto che è stato necessario rifornire la zona in esame di prodotti di altre Regioni, tipo

Lazio e Campania.

Più critica è risultata l’analisi da parte dei vivaisti i quali, su gran parte delle zone di coltivazione, sono stati

anche penalizzati da periodi di maltempo, soprattutto le continue piogge già a partire da giugno che oltre a

rallentare le vendite estive hanno compromesso lo sviluppo vegetativo di molte specie. Il secondo semestre

ha avuto un andamento costante verso il ribasso, con cali di fatturato e difficoltà nelle vendite, timidissimi i

segnali di ripresa legati però a realtà singole e non all’intero comparto nazionale. Il settore si salva soltanto

in ragione della richiesta da parte dei mercati esteri, soprattutto dei paesi emergenti ed in via di espansione,

come Turchia e paesi arabi, mentre sembra in calo anche quella dei paesi europei. La crisi del settore

edilizio e dei lavori pubblici non consente la commercializzazione sul territorio nazionale, e per smaltire le

produzioni già in atto spesso si deve ricorrere all’abbassamento del prezzo di vendita, ed il rischio è anche

l’invecchiamento delle colture già in atto. L’offerta è quasi sempre superiore alla domanda e questo comporta

la richiesta di sconti e di allungamento dei pagamenti, ma si sono create anche alcune situazioni in cui

l’offerta è stata scarsa, a causa del ricambio dei paesi esteri richiedenti che esprimono richieste di prodotti

diversi e rendono eccedentaria la produzione destinata ai paesi oggi in crisi che non ha potuto essere

destinata ad altri mercati. Sul mercato nazionale la vendita è stata scarsa fatta eccezione per alcune piante

da siepe, rampicanti e piante grasse. Il 2013 si conferma un anno di stallo senza una concreta percezione di

possibili trend positivi di crescita. A causa della crisi del mercato nazionale è sempre più evidente che

possono salvare i fatturati soltanto le aziende che possono puntare sull’internazionalizzazione dei loro

prodotti.