Le nostre novità

SAVE THE DATE: 12/12/2019 INCONTRO INFORMATIVO - CHIUDUNO

L'ASSOCIAZIONE FLOROVIVAISTI BERGAMO organizza un incontro informativo sul territorio in merito all'ATTUAZIONE DEL NUOVO REGIME FITOSANITARIO (REG. UE 2031/2016) PER GLI OPERATORI PROFESSIONALI NEL FLOROVIVAISMO che entrerà in vigore il 14 dicembre 2019.

L'argomento verrà trattato in collaborazione con gli ispettori di ERSAF LOMBARDIA unitamente a Nada Forbici, Pres. ASSOFLORO.

L'incontro sarà anche l'occasione per illustrare l'art. 12 legge 154/2016 sulla Certificazione e Professionalità dell'Esercizio dell'Attività di Manutenzione del Verde in vigore dal 20/02/2020.

La partecipazione è gratuita.

http://www.florovivaisti.bg.it/file/immagini/Locandina-Dicembre-2019.png

Dal 14 dicembre 2019 nuovo regolamento sulla salute delle piante (Passaporto)

 


Passaporto delle Piante: dal 14 dicembre 2019 nuovo regolamento sulla salute delle piante.

Il Comitato permanente per il Verde, Animali, Alimenti e mangimi dell’UE lo scorso dicembre ha tenuto un incontro  in cui si è deciso di adottare un formato armonizzato del passaporto delle piante.

Questa decisione è stata presa ai sensi delle disposizioni del nuovo regolamento della salute delle piante 2016/2031 alla sezione 2.

A partire dal 14 Dicembre di 2019, sarà richiesto il passaporto fitosanitario in tutti gli elementi degli impianti oggetto di scambi tra professionisti all’interno dell’Unione europea.
Con l’istituzione di queste nuove norme è inteso a modernizzare il regime fitosanitario, migliorare le misure più efficaci per la protezione del territorio dell’UE e dei loro impianti, nonché garantire il commercio sicuro e gli impatti sulla salute ambientale.

Secondo il Comitato, saranno diverse le parti interessate, che potranno beneficiare del nuovo approccio:

  • Primo di tutti i cittadini dell’UE, che potranno godere di una maggiore e migliore protezione dei paesaggi e delle foreste, gli spazi verdi, pubblici e privati e meno bisogno di antiparassitari.
  • In secondo luogo i produttori e gli agricoltori, attraverso una documentazione semplice e trasparente (la pianta unificata passaporto), Essi garantiscono un miglioramento della tutela della loro produzione, Oltre a maggiore sostegno finanziario nella loro lotta contro i parassiti.
  • Al terzo posto, operatori commerciali, con un record di operatori comuni e una tracciabilità armonizzata.
  • Ultimo, autorità pubbliche, sarà aumentato il cui sostegno finanziario dell’UE per l’attuazione delle misure di sorveglianza e di eradicazione/contenimento.

È previsto che nel 2019 la Commissione adotti sistemi di verifica  atti a garantire la corretta applicazione della legge in tutti gli Stati membri dell’UE.

Che cos’è un passaporto fitosanitario?
Il passaporto fitosanitario è un documento ufficiale per il commercio di merci di origine vegetale regolamentate all’interno della  l’UE comprovante l’adempimento delle prescrizioni fitosanitarie delle merci. Il passaporto fitosanitario può essere rilasciato soltanto dalle aziende omologate a tal fine e dalle autorità competenti del Paese in questione.

A che cosa serve il pas-saporto fitosanitario?
Il diritto sulla salute dei vegetali è finalizzato a ostacolare l’introdu-zione e la diffusione di malattie e organismi nocivi particolarmente pe-ricolosi per i vegetali, onde evitare che causino danni ecologici, sociali ed economici. Il modo più efficace per tali organismi nocivi di diffon-dersi su distanze maggiori è il commercio di materiale vegetale infe-stato. Per i vegetali destinati alla piantagione tale rischio è massimo.
Affinché si possa ridurre l’elevato rischio d’introduzione e di diffusione di tali parassiti e agenti patogeni tramite il commercio, si applicano esigenze severe per determinate merci di origine vegetale come piante, nesti, tuberi, sementi, eccetera. In particolare, le superfici sulle quali sono prodotte sono sottoposte regolarmente a controlli ufficiali ri-guardo alla presenza di organismi nocivi regolamentati.
Il passaporto fitosanitario assolve due importanti funzioni:

  • Conferma all’acquirente che il materiale vegetale proviene da una produzione ufficialmente controllata e che sono state prese tutte le misure possibili affinché sia indenne da organismi nocivi particolar-mente pericolosi.
  • Assicura la tracciabilità delle merci nella catena commerciale in caso di infestazione e questo nelle due direzioni: se presso un ac-quirente professionista è constatata un’infestazione, è possibile ri-salirne all’origine fino alla particella di produzione della merce. Se si constata la comparsa di un organismo nocivo nella produzione, si possono eventualmente individuare rapidamente merci infestate, o presunte tali, già in commercio. Si può quindi evitare l’insedia-mento e l’ulteriore diffusione dell’agente patogeno o del parassita.

Perché è modificato il si-stema del passaporto fito-sanitario?
L’estensione dell’obbligo del passaporto fitosanitario a tutti i vegetali destinati alla piantagione è necessaria perché in Europa è diventata più frequente la comparsa di organismi da quarantena che possono diffondersi attraverso un numero molto elevato di varietà vegetali.
Finora il passaporto fitosanitario poteva essere rilasciato sui docu-menti d’accompagnamento (bollettino di consegna, fattura, ecc.) senza attenersi a un modello preciso. Per questo motivo, spesso, non era riconoscibile in quanto tale dall’acquirente. In base all’esperienza, molte aziende non potevano inoltre garantire la tracciabilità nei casi in cui i vegetali della stessa specie venivano acquistati da diversi forni-tori e mischiati. Sotto forma di etichetta standardizzata da apporre fisicamente sul lotto, il passaporto fitosanitario risulta maggiormente visibile e riconoscibile, garantendo anche una migliore tracciabilità.
Le modifiche al sistema del passaporto fitosanitario sono un presupposto per la tutela della libera circolazione delle merci in UE.

Come si presentano i nuovi passaporti fitosanitari?

Dal 2020 il passaporto fitosanitario sarà un’etichetta che dovrà essere apposta dalle aziende omologate su ogni lotto* di merce con obbligo del passaporto e scortare fisicamente le merci nei canali com-merciali.

  • L’etichetta del passaporto fitosanitario può essere apposta sul mazzo, sul contenitore (vaso, cassetta, container, ecc.) o sul collo.
  • Il passaporto fitosanitario può essere rilasciato da un’azienda omologata anche per ogni singola merce.
  • Non si deve necessariamente trattare di un’etichetta nuova; il passaporto fitosanitario può essere integrato in etichette esistenti o stampato sull’imballaggio.
  • Il passaporto fitosanitario deve essere chiaramente leggibile e le informazioni ivi riportate inalterabili e permanenti.
  • Esso deve essere distinguibile da tutte le altre informazioni o etichette apposte sulla merce (ovvero essere separato perlomeno con un margine o un riquadro dalle altre indicazioni).

Un lotto è l’unità più piccola utilizzata nel commercio o sul rispettivo livello di commercializzazione di merci che, in base alla loro omogeneità dal profilo della composizione e dell’origine, è identificabile (per esempio, una cassetta con 104 piantine provenienti dallo stesso produttore).

Il codice di tracciabilità della merce è una componente fondamen-tale del nuovo passaporto fitosanitario:

  • La modalità di composizione di questo codice è, in linea di princi-pio, a discrezione dell’azienda omologata. Quest’ultima, in caso di un’infestazione dovuta a un organismo nocivo regolamentato, deve essere in grado, attraverso la tenuta di registri in base a questo codice, di indicare all’autorità competente da dove proviene la merce infestata (fornitore) e a chi l’ha eventualmente fornita (acquirente). Ciò è importante onde poter evitare l’insediamento e l’ulteriore diffusione dell’agente patogeno della malattia o dell’organismo no-civo.
  • Cessione di merci acquistate: in questo caso si raccomanda di riprendere il codice di tracciabilità del passaporto fitosanitario ricevuto dal fornitore.
  • Il codice di tracciabilità può essere eventualmente integrato da un codice a barre, un codice QR, un ologramma, un chip o un altro supporto di dati, agevolando, all’occorrenza, l’obbligo di tenere un registro.
  • Per determinate merci nell’imballaggio finale, per esempio piante da appartamento senza rischio fitosanitario, è possibile che non sia richiesto un codice di tracciabilità. Attualmente questo aspetto è in fase di elaborazione.

In un passaporto fitosanitario per le zone protette (passaporto fitosanitario – ZP) devono essere inoltre indicati gli organismi da quarantena rilevanti per la zona protetta.
Nel caso di materiale vegetale certificato («materiale riconosciuto»), il passaporto fitosanitario deve essere combinato con l’etichetta di certificazione.
Nel passaporto fitosanitario dell’UE in alto a sinistra si trovano la bandiera dell’UE e, dopo la lettera «B», il codice a due lettere dello Stato membro in cui l’azienda in questione è omologata.

Per quali merci occorre un passaporto fitosanitario?
Un passaporto fitosanitario è prescritto, dal 2020, per i vegetali e le parti di vegetali destinati alla piantagione. Tra questi rientrano piante (incl. piante in vaso), nesti, talee, portainnesti, tuberi, bulbi e colture di tessuti vegetali. La maggior parte delle sementi sono escluse dall’obbligo del passaporto fitosanitario poiché generalmente non rappresentano un rischio fitosanitario.
Anche le sementi di determinate specie vegetali e altre merci (p.es. certi tipi di legno), che possono essere vettori di organismi nocivi particolarmente pericolosi, necessitano nel commercio di un passaporto fitosanitario. Queste merci supplementari saranno stabilite e comunicate nell’autunno 2019 in un’ordinanza interdipartimentale del DEFR e del DATEC

In quali casi serve un passaporto fitosanitario?

L’obbligo del passaporto fitosanitario si applica alle merci regolamen-tate (v. sopra) sui seguenti canali commerciali:
importazione dall’UE,

  • messa in commercio all’interno dello stato membro,
  • introduzione in una zona protetta e messa in commercio nella zona protetta,
  • esportazione nell’UE.

Il passaporto fitosanitario dell’UE è valido in tutti i Paesi della Comunità.
Il campo di applicazione del passaporto fitosanitario è rappresentato in maniera semplificata nella figura seguente:

______________________

 

Regolamento della salute delle piante 2016/2031 – sezione 2

Passaporti delle piante richiesti per lo spostamento di piante, prodotti vegetali e altri oggetti nel territorio dell’Unione

Articolo 78

Passaporti delle piante

Il passaporto delle piante è un’etichetta ufficiale utilizzata per lo spostamento di piante, prodotti vegetali e altri oggetti nel territorio dell’Unione e, se del caso, per la loro introduzione e il loro spostamento nelle zone protette, che attesta il rispetto di tutte le prescrizioni di cui all’articolo 85 e, per l’introduzione e lo spostamento nelle zone protette, all’articolo 86, e il cui contenuto e formato sono conformi all’articolo 83.

Articolo 79

Piante, prodotti vegetali e altri oggetti per i quali è richiesto un passaporto delle piante per lo spostamento nel territorio dell’Unione

  1. I passaporti delle piante sono richiesti per lo spostamento di piante, prodotti vegetali e altri oggetti nel territorio dell’Unione. La Commissione, mediante atti di esecuzione, stabilisce un elenco delle piante, dei prodotti vegetali e altri oggetti per i quali è richiesto un passaporto delle piante in caso di spostamento nel territorio dell’Unione.

Tale elenco include:

a) tutte le piante da impianto, escluse le sementi;
b) nel primo di tali atti di esecuzione, le piante, i prodotti vegetali e gli altri oggetti elencati nell’allegato V, parte A, punto I, della direttiva 2000/29/CE, purché non rientrino nella lettera a) del presente comma;
c) le piante, i prodotti vegetali e gli altri oggetti per i quali sono state stabilite prescrizioni a norma dell’articolo 28, paragrafi 1, 2 o 3, o dell’articolo 30, paragrafi 1, 3 o 4, riguardanti il loro spostamento nel territorio dell’Unione;
d) le sementi elencate nell’atto di esecuzione di cui all’articolo 37, paragrafo 2; e
e) le piante, i prodotti vegetali e gli altri oggetti elencati negli atti di esecuzione di cui all’articolo 41, paragrafi 2 e 3, per quanto riguarda il loro spostamento nel territorio dell’Unione, a eccezione delle piante da impianto, dei prodotti vegetali e degli altri oggetti che richiedono un’altra etichetta specifica o un altro tipo di attestazione ai sensi di detto articolo.
  1. La Commissione, mediante atti di esecuzione, modifica l’atto di esecuzione di cui al paragrafo 1 nei casi seguenti:
a) quando una pianta, un prodotto vegetale o altro oggetto non figurante in tale atto rispetta il paragrafo 1, secondo comma, lettere c), d) o e); o
b) quando una pianta, un prodotto vegetale o altro oggetto figurante in tale atto non rispetta il paragrafo 1, secondo comma, lettere c), d) o e).
  1. In aggiunta ai casi di cui al paragrafo 2, la Commissione, mediante atti di esecuzione, può modificare l’atto di esecuzione di cui al paragrafo 1, conformemente ai principi di cui all’allegato II, sezione 2, qualora vi sia il rischio che una pianta, un prodotto vegetale o altro oggetto non figurante in tale atto ospiti un organismo nocivo da quarantena rilevante per l’Unione oppure qualora tale rischio non sia più presente per una pianta, un prodotto vegetale o altro oggetto figurante nel suddetto atto.
  2. Gli atti di esecuzione di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 sono adottati secondo la procedura di esame di cui all’articolo 107, paragrafo 2.
  3. In deroga ai paragrafi 1, 2 e 3, non è richiesto un passaporto delle piante per le piante, i prodotti vegetali o gli altri oggetti ai quali si applicano gli articoli 46, 47, 48 e 75.
  4. Entro il 14 dicembre 2021 la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio per illustrare l’esperienza acquisita in seguito all’estensione del sistema del passaporto delle piante a tutti gli spostamenti di piante da impianto nel territorio dell’Unione, comprensiva di una chiara analisi dei costi e dei benefici per gli operatori e corredata, se del caso, da una proposta legislativa.

Articolo 80

Piante, prodotti vegetali e altri oggetti per i quali è richiesto un passaporto delle piante per l’introduzione e lo spostamento nelle zone protette

  1. I passaporti delle piante sono richiesti per l’introduzione e lo spostamento di alcune piante, prodotti vegetali e altri oggetti in determinate zone protette.

La Commissione, mediante atti di esecuzione, stabilisce un elenco delle piante, dei prodotti vegetali e altri oggetti per i quali è richiesto un passaporto delle piante in caso di introduzione e spostamento in determinate zone protette.

Tale elenco include:

a) nel primo di tali atti di esecuzione, le piante, i prodotti vegetali e gli altri oggetti elencati nell’allegato V, parte A, punto II, della direttiva 2000/29/CE;
b) ulteriori piante, prodotti vegetali e altri oggetti elencati negli atti di esecuzione di cui all’articolo 54, paragrafo 3, del presente regolamento.
  1. La Commissione, mediante atti di esecuzione, può modificare l’atto di esecuzione di cui al paragrafo 1 nei casi seguenti:
a) quando una pianta, un prodotto vegetale o altro oggetto non figurante in tale atto rispetta il paragrafo 1, terzo comma, lettera b); o
b) quando una pianta, un prodotto vegetale o altro oggetto figurante in tale atto non rispetta il paragrafo 1, terzo comma, lettera b).
  1. In aggiunta ai casi di cui al paragrafo 2, la Commissione, mediante atti di esecuzione, può modificare l’atto di esecuzione di cui al paragrafo 1, conformemente ai principi di cui all’allegato II, sezione 2, qualora vi sia il rischio che una pianta, un prodotto vegetale o altro oggetto non figurante in tale atto ospiti un organismo nocivo da quarantena rilevante per la zona protetta oppure qualora tale rischio non sia più presente per una pianta, un prodotto vegetale o altro oggetto figurante nel suddetto atto.
  2. Gli atti di esecuzione di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 sono adottati secondo la procedura di esame di cui all’articolo 107, paragrafo 2.
  3. In deroga ai paragrafi 1, 2 e 3, non è richiesto un passaporto delle piante per le piante, i prodotti vegetali o gli altri oggetti ai quali si applicano gli articoli 56, 57 e 58.

Articolo 81

Eccezione in caso di fornitura diretta agli utilizzatori finali

  1. Il passaporto delle piante non è richiesto per lo spostamento di piante, prodotti vegetali o altri oggetti forniti direttamente a un utilizzatore finale, compresi i giardinieri non professionisti.

Tale eccezione non si applica:

a) agli utilizzatori finali che ricevono le piante, i prodotti vegetali o gli altri oggetti in questione attraverso vendita tramite contratti a distanza; o
b) agli utilizzatori finali di piante, prodotti vegetali o altri oggetti per i quali è richiesto un passaporto delle piante per le zone protette ai sensi dell’articolo 80.

La Commissione, mediante atti di esecuzione, può specificare che la lettera b) del secondo comma si applica unicamente a organismi nocivi, piante, prodotti vegetali e altri oggetti rilevanti per determinate zone protette. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all’articolo 107, paragrafo 2.

  1. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 105 al fine di integrare il presente regolamento stabilendo i casi in cui, per determinati piante, prodotti vegetali o altri oggetti, l’eccezione di cui al paragrafo 1 del presente articolo si applica unicamente a piccoli quantitativi. Tali atti delegati definiscono detti quantitativi per un periodo di tempo appropriato in funzione della pianta, del prodotto vegetale o altro oggetto in questione e dei rispettivi rischi connessi a organismi nocivi.

Articolo 82

Eccezioni per gli spostamenti all’interno e tra i siti di un operatore registrato

Il passaporto delle piante non è richiesto per gli spostamenti di piante, prodotti vegetali e altri oggetti all’interno e tra i siti dello stesso operatore registrato situati a breve distanza tra loro.

Gli Stati membri possono definire ulteriormente la nozione di breve distanza nei rispettivi territori e stabilire se per tali spostamenti debbano essere rilasciati documenti diversi dal passaporto delle piante.

Laddove tali spostamenti abbiano luogo all’interno di due o più Stati membri, per l’eccezione all’obbligo del passaporto delle piante è necessaria l’approvazione delle autorità competenti degli Stati membri interessati.

Articolo 83

Contenuto e formato del passaporto delle piante

  1. Il passaporto delle piante è costituito da un’etichetta distinta, realizzata su qualsiasi supporto adatto alla stampa degli elementi di cui al paragrafo 2, purché chiaramente distinguibile da qualsiasi altra informazione o etichetta che possano figurare sullo stesso supporto.

Il passaporto delle piante è facilmente visibile e chiaramente leggibile e le informazioni ivi riportate sono inalterabili e durature.

  1. Il passaporto delle piante per lo spostamento nel territorio dell’Unione contiene gli elementi di cui all’allegato VII, parte A.

In deroga all’allegato VII, parte A, punto 1, lettera e), il codice di tracciabilità non è richiesto se le piante da impianto soddisfano tutte le seguenti condizioni:

a) sono preparate in modo da essere pronte per la vendita all’utilizzatore finale senza ulteriore preparazione e non presentano rischi di diffusione di organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione o di organismi nocivi soggetti alle misure adottate ai sensi dell’articolo 30, paragrafo 1;
b) non appartengono a tipi o specie figuranti in un atto di esecuzione di cui al paragrafo 3 del presente articolo.
  1. La Commissione, mediante atti di esecuzione, identifica i tipi e le specie di piante da impianto ai quali non si applica l’esenzione di cui al paragrafo 2. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all’articolo 107, paragrafo 2.
  2. Il passaporto delle piante per l’introduzione e lo spostamento in una zona protetta contiene gli elementi di cui all’allegato VII, parte B.
  3. Per le piante da impianto prodotte o messe a disposizione sul mercato come materiale pre-base, di base o certificato o come sementi o tuberi-seme pre-base, di base o certificati di cui, rispettivamente, alle direttive 66/401/CEE, 66/402/CEE, 68/193/CEE, 2002/54/CE, 2002/55/CE, 2002/56/CE, 2002/57/CE e 2008/90/CE, il passaporto delle piante è incluso, in forma distinta, nell’etichetta ufficiale prodotta in conformità delle rispettive disposizioni di tali direttive.

Nei casi in cui si applica il presente paragrafo, il passaporto delle piante per lo spostamento nel territorio dell’Unione contiene gli elementi di cui all’allegato VII, parte C, del presente regolamento.

Nei casi in cui si applica il presente paragrafo, il passaporto delle piante per l’introduzione e lo spostamento in una zona protetta contiene gli elementi di cui all’allegato VII, parte D, del presente regolamento.

  1. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 105 per modificare l’allegato VII, parti A, B, C e D, al fine di adeguare gli elementi in esse contenuti, se del caso, all’evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecniche.
  2. Entro il 14 dicembre 2017 la Commissione, mediante atti di esecuzione, adotta le specifiche sul formato del passaporto delle piante per lo spostamento nel territorio dell’Unione e del passaporto delle piante per l’introduzione e lo spostamento in una zona protetta, per quanto riguarda i passaporti delle piante di cui al paragrafo 2, primo e secondo comma, e al paragrafo 5, secondo e terzo comma. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 107, paragrafo 2.

Qualora la natura di determinati piante, prodotti vegetali o altri oggetti lo richieda, possono essere fissate, per il passaporto delle piante, specifiche particolari riguardanti le dimensioni di tali piante, prodotti vegetali o altri oggetti.

  1. Un passaporto delle piante può anche essere rilasciato in formato elettronico («passaporto delle piante elettronico»), a condizione che contenga tutti gli elementi di cui al paragrafo 2 e che siano state stabilite le relative modalità tecniche mediante gli atti di esecuzione di cui al secondo comma del presente paragrafo.

La Commissione, mediante atti di esecuzione, può stabilire modalità tecniche per il rilascio di passaporti delle piante elettronici volte a garantirne la conformità con le disposizioni del presente articolo, nonché modalità appropriate, credibili ed efficaci per il rilascio di tali passaporti. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all’articolo 107, paragrafo 2.

Articolo 84

Rilascio di passaporti delle piante da parte di operatori professionali autorizzati e di autorità competenti

  1. I passaporti delle piante sono rilasciati da operatori autorizzati, sotto la supervisione delle autorità competenti.

Gli operatori autorizzati rilasciano passaporti delle piante solo per le piante, i prodotti vegetali o gli altri oggetti dei quali sono responsabili.

  1. In deroga al paragrafo 1, le autorità competenti possono inoltre rilasciare passaporti delle piante.
  2. Gli operatori autorizzati rilasciano passaporti delle piante solo nei siti, nei depositi collettivi e nei centri di spedizione dei quali sono responsabili e da essi dichiarati ai sensi dell’articolo 66, paragrafo 2, lettera d), o, nei casi in cuisi applica l’articolo 94, paragrafo 1, in altro luogo autorizzato dall’autorità competente.

Articolo 85

Prescrizioni sostanziali relative a un passaporto delle piante per lo spostamento nel territorio dell’Unione

È rilasciato un passaporto delle piante per lo spostamento nel territorio dell’Unione di una pianta, di un prodotto vegetale o di altro oggetto che soddisfa le condizioni seguenti:

a) è indenne da organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione o da organismi nocivi soggetti alle misure adottate ai sensi dell’articolo 30, paragrafo 1;
b) rispetta le disposizioni di cui all’articolo 37, paragrafo 1, riguardanti la presenza, sulle piante da impianto, di organismi nocivi regolamentati non da quarantena rilevanti per l’Unione e le disposizioni di cui all’articolo 37, paragrafo 4, riguardanti le misure da adottare;
c) rispetta le prescrizioni in materia di spostamento nell’Unione di cui all’articolo 41, paragrafi 2 e 3;
d) se del caso, rispetta le norme adottate in conformità delle pertinenti misure adottate a norma dell’articolo 17, paragrafo 3, dell’articolo 28, paragrafo 1, primo comma, lettere da a) a d),dell’articolo 28, paragrafo 2, e dell’articolo 30, paragrafi 1 e 3; e
e) se del caso, rispetta le misure adottate dalle autorità competenti per l’eradicazione degli organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione a norma dell’articolo 17, paragrafo 1, o degli organismi nocivi soggetti alle misure adottate ai sensi dell’articolo 30, paragrafo 1, e per l’eradicazione degli organismi nocivi provvisoriamente considerati come organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione a norma dell’articolo 29, paragrafo 1.

Articolo 86

Prescrizioni sostanziali relative al passaporto delle piante per l’introduzione e lo spostamento in una zona protetta

  1. È rilasciato un passaporto delle piante per l’introduzione e lo spostamento in una zona protetta di una pianta, un prodotto vegetale o altro oggetto che soddisfa tutte le condizioni di cui all’articolo 85, nonché le condizioni seguenti:
a) è indenne dal rispettivo organismo nocivo da quarantena rilevante per la zona protetta; e
b) rispetta le prescrizioni di cui all’articolo 54, paragrafi 2 e 3.
  1. Nei casi in cui si applica l’articolo 33, paragrafo 2, il passaporto delle piante di cui al paragrafo 1 del presente articolo non è rilasciato per piante, prodotti vegetali e altri oggetti provenienti dall’area delimitata interessata che potrebbero ospitare l’organismo nocivo rilevante per la zona protetta interessato.

Articolo 87

Esami per i passaporti delle piante

  1. I passaporti delle piante possono essere rilasciati solo per piante, prodotti vegetali e altri oggetti che sono stati sottoposti a un esame scrupoloso a norma dei paragrafi 2, 3 e 4, dal quale sia risultato che soddisfano le condizioni di cui all’articolo 85 e, se del caso, all’articolo 86.

Le piante, i prodotti vegetali e gli altri oggetti possono essere esaminati uno per uno oppure per campioni rappresentativi. L’esame riguarda anche il materiale d’imballaggio delle piante, dei prodotti vegetali e degli altri oggetti.

  1. L’esame è effettuato dall’operatore autorizzato. Tuttavia, l’esame è effettuato dall’autorità competente nei seguenti casi:
a) quando si applica il paragrafo 3, primo comma, lettera c), del presente articolo per quanto concerne ispezioni, campionamenti e prove;
b) quando si applica l’articolo 84, paragrafo 2; o
c) quando un esame è effettuato nelle immediate vicinanze ai sensi del paragrafo 3, primo comma, lettera b), del presente articolo e l’operatore autorizzato non ha accesso a tali immediate vicinanze.
  1. L’esame soddisfa tutte le seguenti condizioni:
a) è effettuato nei periodi opportuni e tenendo conto dei rischi inerenti;
b) è effettuato nei siti di cui all’articolo 66, paragrafo 2, lettera d). Se richiesto dagli atti di esecuzione adottati ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 1, dell’articolo 30, paragrafo 1, dell’articolo 37, paragrafo 4, dell’articolo 41, paragrafo 2, o dell’articolo 54, paragrafo 2, un esame è effettuato anche nelle immediate vicinanze del luogo di produzione delle piante, dei prodotti vegetali o degli altri oggetti interessati;
c) consiste almeno in un esame visivo, integrato da:

 

i) ispezioni, campionamenti e prove da parte dell’autorità competente in caso di sospetta presenza di un organismo nocivo da quarantena rilevante per l’Unione o di organismi nocivi soggetti alle misure adottate ai sensi dell’articolo 30, paragrafo 1, o in caso di sospetta presenza di organismi nocivi da quarantena rilevanti per le zone protette nella rispettiva zona protetta; o

 

ii) ispezioni e prove in caso di sospetta presenza di organismi nocivi regolamentati non da quarantena rilevanti per l’Unione, se applicabile al di sopra delle rispettive soglie;
d) i risultati sono registrati e conservati per almeno tre anni.

L’esame è effettuato fatte salve eventuali specifiche prescrizioni in materia di esami o misure adottate a norma dell’articolo 28, paragrafi 1, 2 o 3, dell’articolo 30, paragrafi 1, 3 o 4, dell’articolo 37, paragrafo 4, dell’articolo 41, paragrafi 2 e 3, e dell’articolo 54, paragrafi 2 o 3. Se tali prescrizioni in materia di esami o misure richiedono che l’esame sia effettuato dall’autorità competente, l’esame non è effettuato dall’operatore autorizzato di cui al paragrafo 2 del presente articolo.

  1. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati, conformemente all’articolo 105 al fine di integrare il presente regolamento stabilendo misure dettagliate riguardanti l’esame visivo, il campionamento e le prove, nonché la frequenza e il calendario degli esami di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo per quanto riguarda piante, prodotti vegetali e altri oggetti specifici, sulla base dei particolari rischi connessi a organismi nocivi che possono comportare. Gli esami riguardano, se opportuno, determinate piante da impianto facenti parte dei materiali, delle sementi o dei tuberi-seme pre-base, di base o certificati, o dei materiali o delle sementi standard o CAC di cui, rispettivamente, alle direttive 66/401/CEE, 66/402/CEE, 68/193/CEE, 2002/54/CE, 2002/55/CE, 2002/56/CE, 2002/57/CE, 2008/72/CE e 2008/90/CE.

Se adotta tali atti delegati per determinate piante da impianto e tali piante da impianto sono soggette a sistemi di certificazione a norma delle direttive 66/401/CEE, 66/402/CEE, 68/193/CEE, 2002/54/CE, 2002/55/CE, 2002/56/CE, 2002/57/CE e 2008/90/CE, la Commissione stabilisce le prescrizioni relative agli esami volti ad accertare l’eventuale presenza di organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione o di organismi nocivi soggetti alle misure adottate ai sensi dell’articolo 30, paragrafo 1, del presente regolamento e di organismi nocivi regolamentati non da quarantena rilevanti per l’Unione, nonché agli esami volti a rilevare altre caratteristiche delle piante da impianto ai sensi delle direttive summenzionate in un sistema di certificazione unico.

Quando adotta tali atti delegati, la Commissione tiene conto dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecniche e delle norme internazionali.

Articolo 88

Apposizione dei passaporti delle piante

Gli operatori professionali interessati appongono i passaporti delle piante sull’unità di vendita di piante, prodotti vegetali e altri oggetti prima del loro spostamento nel territorio dell’Unione a norma dell’articolo 79 o del loro spostamento o della loro introduzione in una zona protetta a norma dell’articolo 80. Se le piante, i prodotti vegetali o gli altri oggetti sono trasportati in un imballaggio, in un fascio o in un contenitore, il passaporto delle piante è apposto su tale imballaggio, fascio o contenitore.

Articolo 89

Autorizzazione degli operatori professionali a rilasciare passaporti delle piante

  1. L’autorità competente concede all’operatore professionale un’autorizzazione a rilasciare passaporti delle piante («autorizzazione a rilasciare passaporti delle piante») per piante, prodotti vegetali e altri oggetti appartenenti a particolari famiglie, generi o specie e tipi di merci, qualora tale operatore soddisfi entrambe le condizioni seguenti:
a) possiede le conoscenze necessarie per effettuare gli esami di cui all’articolo 87 riguardanti gli organismi nocivi da quarantena rilevanti per l’Unione o gli organismi nocivi soggetti alle misure adottate ai sensi dell’articolo 30, paragrafo 1, gli organismi nocivi da quarantena rilevanti per le zone protette e gli organismi nocivi regolamentati non da quarantena rilevanti per l’Unione che possono colpire le piante, i prodotti vegetali e gli altri oggetti, nonché i segni della presenza di tali organismi nocivi, i sintomi a essi collegati e i mezzi per prevenire la presenza e la diffusione di tali organismi nocivi;
b) dispone di sistemi e procedure che gli consentono di rispettare gli obblighi in materia di tracciabilità di cui agli articoli 69 e 70.
  1. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 105 al fine di integrare il presente regolamento stabilendo criteri che gli operatori professionali devono rispettare al fine di soddisfare le condizioni di cui al paragrafo 1, lettera a), del presente articolo nonché procedure volte a garantire l’osservanza di tali criteri.

Articolo 90

Obblighi degli operatori autorizzati

  1. Quando un operatore autorizzato intende rilasciare un passaporto delle piante, egli identifica e controlla i punti del suo processo di produzione e i punti relativi allo spostamento di piante, prodotti vegetali e altri oggetti che risultano critici per quanto riguarda il rispetto dell’articolo 37, paragrafo 1, dell’articolo 41, paragrafo 1, degli articoli 85 e 87 e, se del caso, dell’articolo 33, paragrafo 2, dell’articolo 54, paragrafo 1, e dell’articolo 86, nonché delle norme adottate ai sensi dell’articolo 28, paragrafi 1, 2 e 3, dell’articolo 30, paragrafi 1, 3 e 4 e, se del caso, dell’articolo 37, paragrafo 4.

Egli conserva per almeno tre anni i dati riguardanti l’identificazione e il controllo dei suddetti punti.

  1. L’operatore autorizzato di cui al paragrafo 1 assicura che, ove necessario, sia impartita una formazione adeguata al suo personale che partecipa all’esecuzione degli esami di cui all’articolo 87, al fine di garantire che possieda le conoscenze necessarie per effettuare gli esami.

Articolo 91

Piani di gestione dei rischi connessi agli organismi nocivi

  1. Gli operatori autorizzati possono istituire piani di gestione dei rischi connessi agli organismi nocivi. L’autorità competente approva tali piani se soddisfano tutte le condizioni seguenti:
a) stabiliscono misure appropriate per consentire a tali operatori di rispettare gli obblighi di cui all’articolo 90, paragrafo 1;
b) rispettano le prescrizioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo.

Gli operatori autorizzati che attuano un piano di gestione dei rischi connessi agli organismi nocivi che è stato approvato possono essere sottoposti a ispezioni con frequenza ridotta.

  1. I piani di gestione dei rischi connessi agli organismi nocivi comprendono, se del caso sotto forma di manuali di procedura operativa standard, almeno gli elementi seguenti:
a) le informazioni richieste dall’articolo 66, paragrafo 2, in merito alla registrazione dell’operatore autorizzato;
b) le informazioni richieste dall’articolo 69, paragrafo 4, e dall’articolo 70, paragrafo 1, in merito alla tracciabilità delle piante, dei prodotti vegetali e degli altri oggetti;
c) una descrizione dei processi di produzione dell’operatore autorizzato e delle sue attività per quanto riguarda lo spostamento e le vendite di piante, prodotti vegetali e altri oggetti;
d) un’analisi dei punti critici di cui all’articolo 90, paragrafo 1, e le misure adottate dall’operatore autorizzato per attenuare i rischi connessi agli organismi nocivi legati a tali punti critici;
e) le procedure in atto e gli interventi previsti in caso di presenza sospetta o confermata di organismi nocivi da quarantena, la registrazione di tali presenze sospette o confermate e degli interventi realizzati;
f) i ruoli e le responsabilità del personale coinvolto nelle notifiche di cui all’articolo 14, negli esami di cui all’articolo 87, paragrafo 1, nel rilascio di passaporti delle piante a norma dell’articolo 84, paragrafo 1, dell’articolo 93, paragrafi 1 e 2, e dell’articolo 94, nonché nell’apposizione dei passaporti delle piante ai sensi dell’articolo 88; e
g) la formazione impartita al personale di cui alla lettera f) del presente comma.
  1. Qualora venga a conoscenza del fatto che l’operatore professionale interessato non applica le misure di cui al paragrafo 1, primo comma, lettera a), o che un piano di gestione dei rischi connessi agli organismi nocivi non è più conforme a una delle prescrizioni di cui al paragrafo 1, primo comma, lettera b), l’autorità competente adotta senza indugio le misure necessarie a porre fine a tale inosservanza. Tali misure possono includere la revoca dell’approvazione del piano in questione.

Qualora abbia adottato misure a norma del primo comma diverse dalla revoca dell’approvazione del piano e l’inosservanza persista, l’autorità competente revoca senza indugio la suddetta approvazione.

Articolo 92

Ispezioni e revoca dell’autorizzazione

  1. L’autorità competente effettua ispezioni almeno una volta l’anno e, se del caso, campionamenti e prove per verificare l’osservanza da parte degli operatori autorizzati dell’articolo 83, paragrafi 1, 2, 4 e 5, dell’articolo 87, dell’articolo 88, dell’articolo 89, paragrafo 1, dell’articolo 90 o dell’articolo 93, paragrafi 1, 2, 3 o 5.
  2. Qualora venga a conoscenza del fatto che un operatore autorizzato non rispetta le disposizioni di cui al paragrafo 1, oppure che una pianta, un prodotto vegetale o un altro oggetto per cui l’operatore professionale ha rilasciato un passaporto delle piante non rispetta l’articolo 85 o, se del caso, l’articolo 86, l’autorità competente adotta senza indugio le misure necessarie a porre fine a tale inosservanza.

Tali misure possono includere la revoca dell’autorizzazione a rilasciare passaporti delle piante per le piante e  dei prodotti vegetali.

 

(dati attinti da fonti diverse e non soggette a copyright)

INCONTRO TECNICO: ELEMENTI DI CORRETTA NUTRIZIONE DEL TAPPETO ERBOSO FORME, OBIETTIVE ANALISI DEI MATERIALI UTILIZZATI ANALISI DEI MATERIALI UTILIZZATI

 IN COLLABORAZIONE CON 

VI INVITANO

ALL’ INCONTRO TECNICO
DI
AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE


ELEMENTI DI CORRETTA NUTRIZIONE DEL
TAPPETO ERBOSO
FORME, OBIETTIVI E ANALISI DEI MATERIALI UTILIZZATI 

Relatore:
Prof. Romeo Lazzarini
IIS Duca degli Abruzzi-Padova

Venerdi 29 novembre 2019
ore 18.30 20.30

Sede dell’Incontro:
Agriturismo Molino dei Frati
Via Gramsci n 40
Trescore Balneario (BG)
A seguire vi sarà un rinfresco con prodotti tipici offerto da
COMAGRICOLA GREEN EUROPE
 

Florovivaismo tra prospettive ed opportunità. Seminario a Mariano Comense (CO) – ASSOFLORO MAGAZINE

Florovivaismo tra prospettive ed opportunità. Seminario a Mariano Comense (CO)

Il prossimo 27 Novembre, a Mariano Comense (CO), si svolgerà un seminario organizzato da Coldiretti Lombardia con il supporto di Assofloro, Regione Lombardia, ERSAF e Città di Mariano Comense, rivolto alle aziende florovivaistiche.

Lo scopo dell’incontro è fare il punto sul settore florovivaistico lombardo, toccando temi di rilevanza nazionale, come le problematiche fitosanitarie e le nuove normative, ed evidenziando le opportunità per le aziende ed i professionisti del settore anche grazie a sinergie con le istituzioni.
Nel corso dei lavori verranno affrontati, tra gli altri, i seguenti argomenti:
-Applicazione del nuovo REGOLAMENTO FITOSANITARIO EUROPEO (entrata in vigore 14 dicembre 2019);
NUOVI PATOGENI NOCIVI: situazione attuale a prospettive;
-Regime giuridico di SFALCI E POTATURE (modulistica e sua compilazione);
-Legge nazionale 154/2016, art.12: “ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ DI MANUTENTORE DEL VERDE“. Standard professionale e formativo (scadenza proroga 22/02/2020);                   –BONUS VERDE (come funziona, come applicarlo, prospettive)

 

Interverranno rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale per fornire informazioni e strumenti utili alle imprese florovivaistiche sui vari temi trattati.

Concluderà i lavori l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di Regione Lombardia Fabio Rolfi.

La partecipazione al seminario è gratuita ma con obbligo di registrazione, fino ad esaurimento posti.
A questo link il programma completo: https://bit.ly/2X2e8M9
Qui il modulo per la registrazione: https://bit.ly/32ujJMz

Bonus verde: escluderlo dalla legge di bilancio fa male all’ambiente e all’economia

Milano, 17 ottobre 2019
Comunicato Stampa ASSOFLORO
Bonus verde: escluderlo dalla legge di bilancio fa male all’ambiente e all’economia
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Ad oggi, nella Legge di Bilancio 2020 non c’è traccia della riconferma dell’agevolazione che permette ai cittadini di riqualificare gli spazi verdi usufruendo della detrazione fiscale del 36%, il cosiddetto “Bonus Verde“. Un fatto grave, a fronte del tanto sbandierato Decreto Clima, approvato solo la settimana scorsa, dove viene riconosciuta la capacità del verde di ripulire l’aria e riqualificare le nostre città, e che vorrebbe essere la risposta concreta ai giovani che manifestano nelle piazze di tutte le città del mondo per una lotta più concreta ai cambiamenti climatici.
Il Decreto, così fortemente sponsorizzato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa per i benefici ambientali, in fase di approvazione ha visto l’esclusione del Bonus Verde, quando incentivare la messa a dimora di nuovi alberi e piante è senz’altro tra gli strumenti più potenti ed efficaci contro l’aumento delle temperature in città e della CO2, a basso costo rispetto ad altre misure strutturali.
Nada Forbici, presidente di Assofloro, una delle più grandi associazioni nazionali di aziende del verde, dà voce al fermento di queste ore all’interno del settore, dichiarando con forza: “Il Decreto Clima ha investito 30 milioni di euro per mettere più verde nelle grandi città, ma il nostro Paese non è fatto solo di Città Metropolitane – che sono solo 14 in tutta Italia. Ora si sta mettendo in dubbio l’incentivo verde per le nostre città? Così facendo si toglie uno strumento importante per stimolare i cittadini, in modo diffuso, a piantare alberi!
Non abbiamo ancora i dati ufficiali dall’Agenzia delle Entrate ma – continua la presidente di Assofloro – è certo che si è avuto un incremento di fatturato tra le aziende florovivaistiche proprio grazie all’utilizzo dell’agevolazione. Questo significa che se il Bonus Verde c’è, i cittadini lo utilizzano! Per non parlare dell’emersione del sommerso: grazie al Bonus Verde, tutti i pagamenti sono tracciati: questo dunque non interessa ad un Governo che dichiara guerra aperta all’evasione fiscale?” e conclude: “Escludere il Bonus Verde dalle agevolazioni sarebbe un grave errore per l’ambiente e per le casse dello Stato: anzi, oltre ad essere riconfermato, dovrebbe diventare strutturale e non a scadenza annuale“.

Nada Forbici, Presidente Assofloro

 

INCONTRO TECNICO :IL RICONOSCIMENTO VISIVO DELLA DEBOLEZZA STRUTTURALE DI UN ALBERO

Vivaismo, tra problemi ed opportunità

A Canneto una conferenza su problemi ed opportunità del settore vivaistico

Si svolgerà il prossimo 4 Ottobre a Canneto sull’Oglio (MN) un seminario informativo e di aggiornamento rivolto alle aziende vivaistiche: “Vivaismo, tra problemi ed opportunità”. L’evento è valorizzato, oltre che dalla qualità dei relatori, dalla presenza di patrocini istituzionali e delle più importanti realtà sindacali ed associative del settore: Regione Lombardia, Ersaf, Comune di Canneto sull’Oglio, Assofloro, Coldiretti Mantova, Confagricoltura Mantova e CIA Mantova.
Lo scopo dell’incontro, organizzato dal Distretto Vivaistico PlantaRegina, è fare il punto sulle problematiche emergenti che riguardano il vivaismo, partendo dalla situazione in Lombardia e toccando temi di rilevanza nazionale, come le problematiche fitosanitarie e le nuove normative, ma anche evidenziare le opportunità per le aziende ed i professionisti del settore anche grazie a sinergie ed occasioni di contaminazione tra i sistemi produttivi ed imprenditoriali.
Il Distretto Vivaistico Plantaregina, associato ad Assofloro, è un consorzio di aziende che opera a Canneto sull’Oglio, nella Provincia di Mantova, e si estende su un’area stimata attorno ai 2500 ettari a cavallo delle Province di Mantova e Cremona. Dopo Pistoia, è il distretto produttivo più importante a livello nazionale. Le attività sostenute nel Distretto hanno lo scopo di fornire assistenza e servizi specifici alle aziende, promuovere sia le aziende associate che la produzione delle piante caducifoglie coltivate nel territorio vivaistico cannestese, sostenere le aziende operanti nei nuovi mercati. Per valorizzare e esaltare la produzione vivaistica di secolare tradizione del distretto vivaistico, nell’anno 2007 il Distretto vivaistico ha registrato il marchio commerciale “PlantaRegina”.

La partecipazione al convegno è gratuita ma con obbligo di registrazione.

Qui il programma completo e le modalità di iscrizione: http://bit.ly/2ktz93M

Orticolario 2019. Convegno di Assofloro sul verde condominiale

Orticolario 2019. Convegno di Assofloro sul verde condominiale

Giovedi 3 ottobre 2019, dalle 15.45 alle 17.15, in occasione dell’apertura esclusiva in anteprima di Orticolario

“Il verde in condominio. Gestione, regole, buone pratiche e l’opportunità del Bonus verde”
PROGRAMMA

Il seminario, organizzato da Assofloro in collaborazione con UGAI (Unione Garden Club e Attività Similari d’Italia) e ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari), è rivolto ad amministratori di condominio, e professionisti e aziende della filiera del verde.
Lo scopo è quello di stimolare il confronto e creare una rete tra le varie figure professionali coinvolte nella gestione di un patrimonio naturale, quello del verde condominiale, spesso poco considerato ma importante dal punto di vista ambientale, economico e sociale.
Piante e fiori, giardini tematici, ma soprattutto la cultura del bello, l’attenzione per il paesaggio, l’arte, il design. Questo è Orticolario, arrivato alla XI edizione, ospitato nel prestigioso complesso di Villa Erba, a Cernobbio (CO).
Nel corso del seminario verranno illustrate regole e responsabilità per i proprietari e gli amministratori di verde privato e messe in evidenza le buone pratiche di gestione e le opportunità per i condomini e per i professionisti e le aziende della filiera del verde.
Seguirà una visita guidata esclusiva ad Orticolario, tra i progetti del concorso internazionale “Spazi Creativi”, le installazioni e gli espositori dell’undicesima edizione.
A breve il programma completo della conferenza. E’ previsto il riconoscimento di crediti formativi per gli amministratori di condominio iscritti ad ANACI.
PROGRAMMA

E’ già possibile iscriversi attraverso il seguente portale: https://bit.ly/2lImUR3
ATTENZIONE: L’accesso potrà avvenire solo presentando alla Biglietteria il ticket stampato che verrà inviato tramite mail a seguito dell’iscrizione on line. La presentazione del ticket alla Biglietteria per la partecipazione al seminario consentirà di usufruire di uno sconto sul biglietto di ingresso ad Orticolario.

A Milano formazione specialistica su Tetti e Pareti verdi in collaborazione con Assofloro

A Milano formazione specialistica su Tetti e Pareti verdi in collaborazione con Assofloro

Assofloro è partner di CLEVER Cities, un progetto europeo che ha lo scopo di promuovere e sperimentare “soluzioni naturalistiche innovative (Nature Based Solutions)” in ambiente urbano. Al centro del progetto Clever Cities è radicata la volontà di giungere ad una rigenerazione urbana che sia allo stesso tempo sostenibile e socialmente inclusiva.
Finanziato nel contesto di Horizon2020, il programma dell’Unione Europea rivolto a ricerca e innovazione, Clever Cities si contraddistingue per i suoi elementi fortemente innovativi. A definire la rigenerazione degli spazi urbani è infatti il ruolo degli elementi naturalistici, che diventano lo strumento della rigenerazione stessa. Si parla in questo caso di “nature-based solutions”, ossia soluzioni progettuali mutuate e supportate dalla natura, che conducono a benefici sul piano ambientale, sociale, culturale ed economico. Le nature-based solutions possono così dare un contributo al raggiungimento della sostenibilità e dell’efficienza energetica ed economica.


E’ nell’ambito di questo progetto, che in Italia vede coinvolti Fondazione Politecnico di Milano, WWF Italia, Ambiente Italia, AMAT, RFI e Fondazione Eliante, che viene organizzata a Milano, con la collaborazione di Assofloro, una formazione specialistica su Tetti e Pareti verdi.

Le coperture verdi, verticali e orizzontali, integrate nelle strutture edilizie e negli spazi urbani, rappresentano una soluzione già largamente utilizzata in altre città del mondo, ma in via di diffusione anche a Milano. I vantaggi di queste soluzioni sono molteplici: migliorano le prestazioni energetiche ed acustiche di un edificio, assorbono, in caso di forti piogge, le acque piovane e le rilasciano più lentamente al sistema fognario, catturano gli inquinanti atmosferici, contribuiscono alla biodiversità, migliorano il microclima nei periodi di massimo calore estivo, offrono opportunità di relazioni sociali e iniziative economiche e valorizzano gli immobili e i quartieri coinvolti.
Il corso ha l’obiettivo di fornire a professionisti e soggetti interessati, gli strumenti utili a impostare progetti e a seguirne la realizzazione e la manutenzione nel tempo, contribuendo a rafforzare la capacità di collaborazione intradisciplinare, anche tra professionisti di diversa formazione. Il corso fornisce aggiornamenti sul contesto (norme e incentivi) con attenzione anche alle opportunità di sostegno che si stanno aprendo a Milano. Vengono approfonditi aspetti progettuali e costruttivi e gli aspetti agronomici e manutentivi. La dimensione tecnica viene supportata da esempi concreti delle realizzazioni, presenti a Milano e altrove, in continuità con gli itinerari di visite guidate organizzate in altre date dagli organizzatori.

Scarica il programma completo con le modalità di iscrizione. 

 

ASSOFLORO DIVENTA ASSOCIAZIONE NAZIONALE

ASSOFLORO DIVENTA ASSOCIAZIONE NAZIONALE ASSOFLORO DIVENTA ASSOCIAZIONE NAZIONALE Far crescere legami e grandi progetti interdisciplinari a tema verde: Assofloro, organo di categoria che rappresenta 700 aziende del comparto florovivaistico e della filiera del verde, estende ora la sua attività dall'ambito regionale lombardo a quello nazionale. La svolta strutturale di Assofloro è stata sancita ieri, lunedì 17 giugno, con l'Assemblea svoltasi a porte chiuse a Palazzo della Regione Lombardia seguita alle ore 14.30 dalla Conferenza "Florovivaismo in Lombardia: problemi e prospettive" che ha messo a confronto aziende, istituzioni e alti rappresentanti di svariati settori - dai medici, ai commercialisti, dall'edilizia agli amministratori condominiali - che mai prima si erano avvicinati a queste tematiche, con le criticità emergenti e le grandi opportunità del mondo del verde che interessano tutto il territorio italiano. Al tavolo della Conferenza, moderato da #LucaRiva, si sono espressi, unitamente alla Presidente di #Assofloro Nada Forbici: - Fabio Rolfi, Assessore dell'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di #RegioneLombardia - Francesco Burrelli, Presidente nazionale #Anaci - Annarosa Racca, Presidente #Federfarma Lombardia - Alessandro Rota, Presidente #Coldiretti Milano Lodi e Monza Brianza - Marco Martini, Vice Coordinatore Commiss. Centro Studi #Assimpredil #Ance - Maria Berrini di Ambiente Italia - #CleverCities - Andrea Azzoni dirigente del Servizio Fitosanitario Regione Lombardia

Florovivaismo in Lombardia: problemi e prospettive

Lunedi 17 Giugno a Palazzo Pirelli, Milano, si svolgerà la conferenza organizzata da Assofloro con il patrocinio di Regione Lombardia: “Florovivaismo in Lombardia: problemi e prospettive”.
Il verde, in tutte le sue declinazioni, sta assumendo una importanza sempre maggiore per il ruolo di contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici nelle aree urbane, per rendere più sostenibili le città del futuro e per i benefici dal punto di vista dell’ambiente e della salute.
Lo scopo della conferenza è fare il punto sulle problematiche emergenti che riguardano il settore, partendo dalla situazione in Lombardia e toccando temi di rilevanza nazionale ma anche evidenziare le opportunità per le aziende ed i professionisti anche grazie a sinergie ed opportunità di contaminazione tra i sistemi produttivi ed imprenditoriali.
Il flyer con il programma completo e le modalità di iscrizione è scaricabile a questo link: https://bit.ly/2QVx6RM

 

   

Programma
  Ore 14,00 Accoglienza partecipanti e registrazione
  Ore 14,30 Apertura lavori

Introduzione ai lavori
Luca Rivagiornalista. Moderatore della conferenza

Intervengono
Fabio RolfiAssessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di Regione Lombardia
Paolo VoltiniPresidente Coldiretti Lombardia
Ermete RealacciPresidente Fondazione Symbola
Nada ForbiciPresidente Assofloro
Edoardo De Albertis, Vice Presidente Assimpredil ANCE
Annarosa Racca, Presidente Ferderfarma Lombardia
Maria Berrini, AmbienteItalia, Progetto Clever Cities
Francesco Burrelli, Presidente nazionale ANACI
Andrea Azzoni, D.G. all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi. UO Sviluppo Industrie e Filiere Agroalimentari Zootecnia e Politiche Ittiche, Regione Lombardia. Dirigente Servizio Fitosanitario

Iscrizione
Iscrizione gratuita, fino ad esaurimento posti, con obbligo di registrazione entro il 14/06/19 attraverso il seguente portale: https://bit.ly/2HTHCWE

Come arrivare
Entrata per la Sala Pirelli da Via F. Filzi, 22.

Treni: a 150 metri di distanza si trovano la Stazione Centrale FS e le fermate dei pullman che collegano Milano con gli aeroporti di Malpensa, Linate e Orio al Serio.
Metro:MM2 (Linea Verde) fermata Centrale FS e MM3 (Linea Gialla) fermata Centrale FS.
Bus: 42-60-81-82-91.
Tram: 2-5 -9 -33.

Verde di qualità in condominio: a Perugia firmato accordo storico tra ANACI e Assofloro

Verde di qualità in condominio: a Perugia firmato accordo storico tra ANACI e Assofloro

 

Sabato 25 Maggio, in occasione del Consiglio Nazionale ANACI di Perugia, Francesco Burrelli, Presidente ANACI e Nada Forbici, Presidente di Assofloro, hanno firmato un Protocollo d’Intesa per avviare attività congiunte di promozione del verde di qualità, di diffusione delle buone pratiche di gestione del verde, di informazione e formazione per Amministratori condominiali rispetto all’importanza del verde ma anche per il consolidamento delle procedure necessarie a definire tutti quei principi in grado di assicurare qualità e al contempo sicurezza, anche al fine di tutelare l’Amministratore e gli abitanti del condominio.

Il Protocollo è frutto della collaborazione consolidata tra Assofloro e ANACI in regione Lombardia dove, ad inizio 2018, nell’ambito della fiera internazionale Myplant&Garden, è stato sottoscritto a livello regionale il primo documento di intesa, tra il Presidente ANACI Lombardia Renato Greca e la Presidente Assofloro Lombardia Nada Forbici.

Assofloro da Aprile 2019 è diventata associazione nazionale, con possibilità di agire ed aggregare realtà della filiera del verde e del florovivaismo su tutto il territorio italiano e, come per altre filiere, anche con ANACI è emersa l’esigenza di strutturare una collaborazione su tutto il territorio nazionale.

In Italia, oggi, è ancora poco considerata l’importanza del verde di pertinenza dei condomini, un capitale naturale che, se riqualificato e incentivato, potrebbe portare importanti benefici all’ambiente e una maggiore vivibilità delle città. In Italia il 70% della popolazione vive in condominio. Il nostro Paese è infatti uno dei primi al mondo per la diffusione della proprietà condominiale: si stima che ben 15 milioni di famiglie vivano in 1 milione e 200 mila palazzi condominiali, il 10% degli edifici totali presenti sul territorio nazionale. Un patrimonio importante, oltre che in termini numerici, anche dal punto di vista economico e con ricadute significative per l’ambiente.

Il costante aumento di polveri sottili nelle nostre città sta diventando un problema serio per la salubrità dell’aria con peggioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Si è calcolato che la vegetazione urbana può abbattere fino al 3% di CO2 emessa dal traffico delle automobili. Gli alberi possono ridurre la temperatura dell’ambiente da 1 a 3 gradi centigradi, determinando un risparmio energetico per il raffreddamento e riscaldamento degli edifici fino al 30-40%. E ancora, la vegetazione urbana rimuove dall’atmosfera fino a 161 kg l’anno di PM10. La riqualificazione del verde condominiale può giocare quindi un ruolo fondamentale, ed iniziative come il Bonus Verde, che ha lo scopo di incentivarla, vanno in questa direzione.

Il verde cittadino privato non deve essere considerato “di serie B”, perché entra insieme a quello pubblico a far parte della cosiddetta “foresta urbana”, cioè l’insieme di tutti gli alberi e le aree verdi all’interno della città, un sistema di che comprende parchi, giardini, alberature stradali, in grado di fornire importanti servizi ecosistemici e che costituisce una vera e propria rete verde che  collega  le città con le campagne circostanti rivestendo pertanto l’importante ruolo di corridoi ecologici.

In quest’ottica è di fondamentale importanza valorizzare e riqualificare il patrimonio naturale rappresentato dagli spazi verdi condominiali, che può rappresentare un fattore di riequilibrio rispetto al consumo energetico e all’inquinamento.

Il Protocollo di intesa siglato a Perugia apre la strada ad una collaborazione strutturata tra la filiera del verde e gli amministratori di immobili, mettendo insieme competenze ed esperienze che possono dare valore alle proprietà immobiliari e contribuire a rigenerare le città dal punto di vista ambientale e della vivibilità, la vera sfida del futuro.

Il protocollo prevede l’istituzione di un tavolo nazionale permanente, per il confronto sui temi che riguardano il verde condominiale e per produrre linee guida e documenti di indirizzo volti ad una migliore gestione del verde condominiale.

Disposizioni relative allo smaltimento degli sfalci e delle potature

marzo 24, 2019


La Camera dei deputati ha approvato, con modifiche, il ddl “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018” che contiene, tra le altre, disposizioni relative allo smaltimento degli sfalci e delle potature.
Le modifiche confermano l’esclusione dal campo di applicazione della disciplina sui rifiuti degli sfalci e potature derivanti dalla manutenzione del verde urbano. Ora il disegno di legge verrà trasmesso al Senato per l’approvazione definitiva.
In sostanza, con le modifiche al disegno di legge già approvate alla Camera, sfalci e potature vengono specificati in un elenco di materiale agricolo e forestale che può essere riutilizzato attraverso le buone pratiche colturali.
La norma, oltre che a semplificare la gestione del materiale vegetale derivante dalla manutenzione del verde, ha anche la funzione di chiudere la procedura d’infrazione europea aperta da Bruxelles quando, con l’art. 41 della Legge 154 del 28 luglio 2016 (‘Collegato Agricolo’), l’Italia aveva escluso dalla disciplina sui rifiuti gli ‘sfalci e le potature’ della manutenzione del verde urbano, estendendo nell’art. 185 il regime di favore ai ri­fiuti vegetali provenienti da aree verdi ur­bane (giardini, parchi e aree cimiteriali) di cui all’articolo 184, comma 2, lettera e), del decreto legislativo n. 152 del 2006 e i rifiuti speciali prodotti da attività agro-industriali di cui all’articolo 184, comma 3, lettera a).

Assofloro, interpretando i problemi che le aziende della filiera impegnate nella manutenzione del verde urbano hanno sul fronte della gestione dei residui vegetali, da tempo sta lavorando per una semplificazione della norma, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. In Lombardia, in concerto con il Comando Carabinieri per la tutela dell’ambiente (ex Corpo Forestale) della Regione, Assofloro ha raggiunto  nel 2017 un importante accordo, proprio a chiarimento di quanto definito dall’art.41 L 154/2016, per consentire di snellire le procedure di smaltimento e trasporto dei materiali vegetali di risulta, provenienti da sfalci e potature, sia in ambito agricolo che florovivaistico, evitando alle aziende la compilazione del formulario.
Ora, anche a livello nazionale, sfalci e potature vengono esclusi dalla disciplina dei rifiuti.
“Con le modifiche apportate tramite il ddl Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018, i residui di sfalci e potature derivanti dalla manutenzione del verde urbano”, afferma la presidente di Assofloro Nada Forbici “potranno essere riutilizzati attraverso altre filiere, escludendoli dalla gestione come rifiuti con obbligo di registrazione.
Questo ovviamente a patto che il materiale sia un materiale “non inquinato” da altro materiale e sia usato in agricoltura o per produrre energia, anche fuori del luogo di produzione, o con cessione a terzi se non si danneggia l’ambiente e non si mette in pericolo la salute. Ciò è valido indipendentemente dal fatto che a produrre il materiale di risulta sia un’azienda agricola o un’azienda artigiana. Da sottolineare che nella norma viene fatto specifico riferimento al verde pubblico dei comuni, sgomberando il campo da qualunque intepretazione riduttiva alle sole risulte prodotte dalla manutenzione del verde privato. Un risultato importante, a vantaggio di tutta la filiera del verde, per il quale mi sento di ringraziare l’Avv. Stefano Masini, responsabile dell’Area Ambiente e Territorio di Coldiretti, per il lavoro fatto in questi mesi e l’Assessore all’Agricoltura e Sistemi Verdi di Regione Lombardia Fabio Rolfi, che ha sostenuto questo strumento necessario per il sistema imprenditoriale e per l’ambiente. Un risultato che fa prevalere il buon senso, che guarda alla sostenibilità ambientale nell’ottica dell’economica circolare, dove i rifiuti vengono limitati alla fonte”.

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Art. 20.
(Disposizioni relative allo smaltimento degli sfalci e delle potature – Caso EU-Pilot 9180/17/ENVI)
1. All’articolo 185, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, la lettera f) è sostituita dalla seguente:
«f) le materie fecali, se non contemplate dal comma 2, lettera b), del presente articolo, la paglia e altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, gli sfalci e le potature effettuati nell’ambito delle buone pratiche colturali, nonché gli sfalci e le potature derivanti dalla manutenzione del verde pubblico dei comuni, utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana».

IL TREE PLANTING DI DHL PER ALLEGGERIRE L IMPRONTA AMBIENTALE SUL PIANETA

IL TREE PLANTING DI DHL PER ALLEGGERIRE L'IMPRONTA AMBIENTALE SUL PIANETA

Ieri, 8 maggio, i dipendenti di #DHL Express Italy hanno messo a dimora 300 nuovi alberi al Parco della Trucca di Bergamo. Ognuno di questi alberi produrrà in media 20-30 litri di ossigeno al giorno (il fabbisogno medio per un uomo è di 300 litri di ossigeno giornalieri) che andranno a compensare parzialmente l'emissione di anidride carbonica dell'attività aziendale.

L'iniziativa di forestazione urbana ...fa parte di un progetto di responsabilità sociale intrappreso da tempo dall'azienda, da realizzarsi riducendo a zero l’impatto ambientale della grande filiera logistica aziendale entro il 2050.

DHL Express Italy ha scelto #ReteClima e #AssofloroLombardia per il progetto di forestazione urbana.

L Associazione Florovivaisti Bergamo, grazie al lavoro diretto del presidente Sandro Maffi e del Vice Claudio Ghilardi ha visionato e guidato passo passo i dipendenti dhl nella realizzazione di questo importante progetto.

Il Tree Planting al #ParcodellaTrucca, è avvenuto in collaborazione con il #ComunediBergamo

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Focus su Anoplophora glabripennis

 

Focus su Anoplophora glabripennis nei comuni bergamaschi

gennaio 13, 2019

Martedi 29 Gennaio, a Trescore Balneario (BG), alle ore 14,30 presso l' Agriturismo Molino dei Frati, in via gramsci 40,

si svolgerà un incontro tecnico-divulgativo sulla diffusione di Anoplophora grabripennis in alcuni comuni della provincia di Bergamo.

Anoplophora glabripennis, tarlo asiatico del fusto delle latifoglie, è una delle specie invasive dannose ai vegetali recentemente introdotte in alcuni stati dell’Unione Europea ed in alcuni territori dell’America del Nord. Conosciuto sin dal 1992 in estremo oriente (Cina e Corea) il tarlo asiatico del fusto ha avuto la possibilità di diffusione a lunga distanza, verosimilmente attraverso il commercio internazionale di prodotti provvisti di imballaggi costruiti con legno infestato.

Nell’ottica di coinvolgere ed informare tutti i soggetti interessati dalla problematica fitosanitaria, Assofloro Lombardia e l’Associazione Florovivaisti Bergamo, in collaborazione con ERSAF Regione Lombardia, organizzano un incontro rivolto alle aziende florovivaistiche, ai tecnici del settore, agli operatori del verde, ai liberi professionisti operanti in provincia di Bergamo.

Lo scopo dell’incontro con i funzionari del Servizio Fitosanitario Regionale sarà quello di fornire le informazioni relative alla diffusione dell’insetto nei comuni bergamaschi e sui programmi di lotta e contenimento in corso.

Ingresso libero senza registrazione.

Per informazioni: florolomb@tiscali.it – info@assoflorolombardia.com

 

Legge di Bilancio 2019: prorogato il Bonus verde

Legge di Bilancio 2019: prorogato il Bonus verde

(Comunicato Stampa. Brescia, 16 Ottobre 2018)

“Apprendiamo con grande soddisfazione dalla lettura del Documento programmatico di bilancio del 2019”, afferma Nada Forbici, Presidente di Assofloro Lombardia, “che viene rinnovato per un altro anno la detrazione al 36% per gli interventi di cura, ristrutturazione e irrigazione del verde privato. Si tratta di un risultato importante che è motivo di orgoglio per tutto il settore perché premia la perseveranza e il lavoro di squadra nell’affermare l’importanza di uno strumento fiscale che agevola i cittadini che vogliono compiere azioni concrete nel miglioramento ambientale delle città, per il contrasto ai cambiamenti climatici, che premia la professionalità nella cura del verde e fa emergere il lavoro sommerso”.

“I risultati sull’anno 2018” continua Nada Forbici “si potranno valutare solo alla fine dell’anno ma abbiamo notato un aumento di fatturato anche nel periodo estivo, che significa più lavoro per i giardinieri professionisti e, quindi, introiti per le casse dello Stato. Proprio perché ancora mancano dati reali sui risultati del bonus per il 2018, riteniamo che la proroga del Bonus sia un importante segnale di fiducia da parte del Governo nei confronti di un settore che fino a qualche anno fa era pressoché sconosciuto dalle istituzioni ma che nella battaglia per il bonus verde ha saputo fare fronte comune e fare emergere la propria importanza per il futuro del nostro Paese in termini ambientali ma anche economici. Ringraziamo il Governo e tutti coloro che si sono adoperati, sia a livello istituzionale sia nella divulgazione dell’importanza della misura fiscale, per creare le condizioni affinché fosse confermata”. Ora cercheremo di capire se ci sono margini di manovra per un miglioramento in termini di percentuale di detrazione, aumento della spesa detraibile o per ampliare gli interventi compresi.