I nostri Articoli

OBBLIGHI AZIENDALI 2017

DI SEGUITO RIPORTO LE PRESCRIZIONI DA ASSOLVERE IN QUANTO AZIENDE ISCRITTE AL RUP:

  • ENTRO IL 31 GENNAIO PAGAMENTO DELLA TASSA DI ISCRIZIONE RUP (25 EURO PER CHI NON È AUTORIZZATO ALL’EMISSIONE PASSAPORTI, 50 PER CHI EMETTE PASSAPORTI E 100 PER CHI EMETTE PASSAPORTI ZP)
  • ENTRO IL 31 MARZO INVIO DELL’ELENCO PIANTE CHE SI PRESUME SARANNO COLTIVATE NEL CORSO DELL’ANNO 2017 (INVIO A    infofito@ersaf.lombardia.it  )

RICORDARSI INOLTRE DI:

  • CONSERVARE IN AZIENDA PASSAPORTI E TUTTE LE FATTURE (BASTANO LE COPIE) DEGLI ACQUISTI E DELLE VENDITE DELL’ULTIMO ANNO.
  • COMUNICARE AL SERVIZIO FITOSANITARIO QUALSIASI VARIAZIONE DELL’AZIENDA (CONTROLLARE CHE LE SCHEDE SIARL RIPORTINO ESATTAMENTE LA CONDIZIONE DEL VOSTRO VIVAIO)
  • RIPORTARE SU OGNI DOCUMENTO IL NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALLA PRODUZIONE E VENDITA
  • TENERE AGGIORNATO IL REGISTRO DEI TRATTAMENTI

Controllo efficienza macchine irroratrici

Controllo dell'efficienza delle macchine irroratrici

 



La direttiva sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari 2009/128/CE ha adottato misure per la riduzione dei rischi legati all'utilizzo dei prodotti fitosanitari, al fine di salvaguardare la salute degli operatori, dei cittadini e dell'ambiente.

Con il D. Lgs n. 150/2012 è stata recepita la succitata direttiva e successivamente sono state emanate le disposizioni operative con DM 22/01/2014 di adozione del Piano di Azione Nazionale (PAN) (in GU n. 35 del 12/02/2014). Tra le diverse azioni previste dal PAN rivestono particolare importanza quelle relative alla formazione dell'utilizzatore delle irroratrici, al controllo funzionale delle irroratrici in uso, alla regolazione e manutenzione delle stesse.

Obbligo del controllo funzionale delle irroratrici in uso

Le norme prevedono che le macchine irroratrici devono essere sottoposte a controlli obbligatori, presso i centri autorizzati con le seguenti scadenze:

1) Entro il 26 novembre 2016:

  • macchine irroratrici per la distribuzione su piano verticale;
  • macchine irroratrici. per la distribuzione su piano orizzontale;
  • macchine irroratrici e attrezzature impiegate per colture protette.

L'intervallo dei controlli non deve superare i cinque anni fino al 31/12/2020, successivamente  non deve superare i tre anni. Le attrezzature nuove acquistate dopo il 26/11/2011 devono essere sottoposte a controllo entro 5 anni dalla data acquisto.

2) Le attrezzature impiegate per attività in conto terzi,per le quali la normativa prevedeva il primo controllo obbligatorio entro il 26/11/2014, devono essere ricontrollate periodicamente ad intervalli non superiori a 2 anni.

3) Entro il 26 novembre 2018:

  • irroratrici abbinate a macchine operatrici, quali seminatrici e sarchiatrici, che distribuiscono prodotti fitosanitari in forma localizzata;
  • altre irroratrici, con banda trattata inferiore o uguale a tre metri;
  • irroratrici schermate per il trattamento localizzato del sottofila delle colture arboree.

L'intervallo dei controlli non deve essere superiori a sei anni;.

Se le stesse attrezzature sono in uso a contoterzisti, i controlli funzionali successivi dovranno essere effettuati ad intervalli non superiori a quattro anni.

Esoneri

Sono esonerate dai controlli periodici obbligatori:

  • le irroratrici portatili e spalleggiate, azionate dall'operatore, con serbatoio in pressione o dotate di pompante a leva manuale:
  • le irroratrici spalleggiate a motore, prive di ventilatore, quando non utilizzate per trattamenti in colture protette.

Servizio di controllo

La Giunta Regionale, in conformità al DM di adozione del Piano di Azione Nazionale (PAN), con DGR n. 1006/2007 ha istituito l'Albo delle strutture e degli operatori abilitati al controllo delle macchine irroratrici in uso, che è strutturato in due sezioni gli operatori abilitati al servizio e i centri autorizzati (centri prova).

Condizioni per l'accesso al servizio di controlli

Per accedere al servizio, gli utenti fanno apposita richiesta ad un Centro Prova e si impegnano ad assicurare che le loro attrezzature rispettino alcuni requisiti legati alla sicurezza e pulizia, in particolare:

  • gli elementi di trasmissione del moto devono essere montati, privi di deformazioni o difetti;
  • i dispositivi di protezione devono essere a norma (es. griglie di protezione);
  • l'irroratrice deve essere ben pulita in tutte le sue componenti, all'esterno e all'interno;

l'acqua presente all'interno del serbatoio deve essere pulita e non presentare tracce di prodotti fitosanitari o residui di ossidazione.

Controllo funzionale

Il controllo funzionale deve verificare che:

  1. le irroratrici garantiscano un elevato livello di sicurezza, di tutela della salute e dell'ambiente;
  2. i prodotti fitosanitari siano dosati e distribuiti accuratamente;
  3. il sistema di irrorazione eviti perdite di prodotto fitosanitario.

Il Centro Prova controlla il corretto funzionamento e l'integrità delle diverse componenti della attrezzatura attraverso ispezione visiva, prove di funzionalità e misure con idonea strumentazione. In sintesi, i controlli effettuati riguardano: elementi di trasmissione; pompa; serbatoio; miscelatore; sistemi di misura, controllo e regolazione; manometro; condotte e tubazioni; filtri; barra di distribuzione; ugelli; corretta distribuzione; ventola e protezioni.

Documentazione comprovante l'avvenuto controllo

Il tecnico abilitato del centro prova, durante il controllo, redige il rapporto di prova, che si diversifica in base alle tipologie di attrezzature (barre, atomizzatori ecc.). In esso sono indicate le verifiche realizzate, le misurazioni effettuate e vengono annotate le eventuali riparazioni, regolazioni o sostituzioni necessarie per il buon funzionamento della attrezzatura.
Se l'esito del controllo è positivo, viene rilasciato l'attestato di funzionalità, dove sono riportati i dati identificativi del proprietario, dell'attrezzatura e la data del controllo.

Oltre all'attestato di funzionalità, il Centro Prova è tenuto a rilasciare anche un bollino adesivo, che deve essere applicato dal tecnico del centro sulla attrezzatura controllata. L'utilizzatore professionale può far richiesta di una copia del rapporto di prova. In ogni caso, il Centro Prova è tenuto a conservare la documentazione di ciascun utente per 6 anni.

Regolazione e manutenzione periodica delle irroratrici

La regolazione o taratura ha lo scopo di adattare l'attrezzatura alla specifica realtà colturale dell'azienda e di definire il corretto volume di miscela da distribuire, tenuto conto delle indicazioni riportate nelle etichette dei prodotti fitosanitari. In questo modo si garantisce l'efficacia del trattamento e si riduce la parte di prodotto che va fuori bersaglio, in modo da evitare o minimizzare il rischio di inquinamento ambientale. 
La regolazione e la manutenzione periodica delle attrezzature sono obbligatorie.
Gli utilizzatori professionali devono annotare sul registro dei trattamenti:

  • i dati di  riferimento dell'irroratrice;
  • la data della regolazione;
  • i volumi usati per le principali colture praticate.

Gli utilizzatori devono controllare periodicamente:

  • presenza di lesioni o perdite di componenti;
  • l'efficacia del circuito idraulico e manometro;
  • l'efficienza degli ugelli e dei dispositivi anti goccia;
  • la pulizia di filtri e ugelli;
  • l'integrità delle protezioni  della macchina.

Regolazione o taratura strumentale eseguita dai centri autorizzati (volontaria)

Gli Utilizzatori possono richiedere ai centri prova la regolazione strumentale che è sostitutiva della precedente, può essere eseguita a completamento del controllo funzionale tramite appositi banchi e attrezzature e deve essere effettuata in presenza dell'agricoltore.

I parametri da valutare sono: il volume di distribuzione, il tipo ugello, la portata, la pressione di esercizio, l'altezza di lavoro (x le barre), la velocità di avanzamento.

Essa stabilisce le condizioni operative alle quali la macchina deve operare in base alla coltura e suo sviluppo vegetativo, alla forma di allevamento, alla superficie da trattare.

La validità della regolazione strumentale è di 5 anni.

Costi

Il costo del controllo funzionale è a carico degli utilizzatori, la Regione non ha fissato alcuna tariffa, lasciando al libero mercato la variazione del prezzo.

Sanzioni

Il decreto legislativo n. 150/2012, all'articolo 24, comma 7, prevede sanzioni da 500 a 2000 euro in caso di mancato controllo della funzionalità delle irroratrici in uso entro i termini stabiliti dalla legge (26/11/2016).

Albo Nazionale Gestori Ambientali - diritti annuali di iscrizione - scadenza imminente 30 aprile

Buon giorno

Entro il 30 aprile prossimo tutte le Aziende  iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientalidovranno effettuare il pagamento dei diritti annuali.

Le aziende agricole o artigiani florovivaisti, risultano iscritti per il trasporto in conto proprio(effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti ai sensi dell’art.212, comma 8, decreto legislativo 152/2006 e s.m.i.)

Per effettuare il pagamento (euro 50,00)l’impresa dovrà accedere al portalewww.albonazionalegestoriambientali.it,   utilizzando le credenziali a suo tempo ricevute dall’Albo tramite posta certificata.

Per opportuna conoscenza si ricorda che “l'omissione del pagamento del diritto annuo nei termini previsti, comporta la sospensione d'ufficio dall'Albo (art. 24, comma 7, del D.M. 120/2014)”.Se non fossero state create le credenziali  di iscrizione al portale dell’Albo, si potrà effettuare, comunque per il corrente anno, il pagamento del diritto su conto corrente postale n. 54828207, su bollettino a tre cedolini, intestato a Camera di Commercio di Milano - Albo Gestori Ambientali, causale: “diritto annuale trasporto propri rifiuti”  (indicando l'anno cui il versamento si riferisce: anno 2016).

 

Si fa presente che le aziende per le quali il pagamento del diritto fosse stato effettuato, in deroga, tramite il bollettino postale, sono obbligati ad inviare all’Albo Gestori Ambientali comunicazione di pagamento effettuato in deroga (indicando generalità azienda, estremi iscrizione all’Albo gestori Ambientali ed estremi pagamento bollettino/copia attestazione pagamento).Nel caso di richiesta di cancellazione dall'Albo, l'impresa è comunque tenuta al pagamento del diritto annuale per l'anno in corso. 

ANDAMENTO I° SEMESTRE 2015

 

1.1 Il mercato nazionale La sintesi del monitoraggio effettuato da Ismea presso le principali regioni produttrici di piante in vaso nei primi sei mesi del 2015 evidenzia toni positivi e di miglioramento delle performance aziendali rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, in quasi tutte le realtà esaminate. Rimane insufficiente invece, l’evoluzione produttiva e commerciale della filiera vivaistica caratterizzata da aziende che producono alberi e arbusti la cui attività si rivolge sia al mercato interno sia a quello estero. Il clima in alcune regioni ha influenzato le fioriture ritardando l’accrescimento e la maturazione, in altre il ritardo è stato colmato in maniera repentina determinando una fioritura concentrata in pochissime settimane. Non risultano rimanenze importanti di alcun tipo di produzione al contrario di quanto avvenuto nella primavera 2014. A fronte di un giudizio prevalente tra le aziende monitorate di una ripresa tendenziale degli ordini, va sottolineato che tale andamento è stato favorito da una riduzione negli ultimi due-tre anni del numero di vasi programmati che, su alcune linee produttive, si è ultimato nella primavera 2015. Di conseguenza la minore pressione dell’offerta ha incentivato richieste più regolari da parte della clientela. Le piante più richieste sono: le fiorite stagionali (Begonie, Vinche, Surfinie), le fiorite da interno e le piante mediterranee. Quasi scomparsa la richiesta di piante verdi su tutore nel Nord Italia (e in Toscana) mentre altre tradizionali come Spathiphillum, Schefflera, Bromelie (le vendite di quest’ultime sono state dichiarate insufficienti da parte delle aziende italiane), Dracene, spesso di importazione, si vendono con volumi più contenuti. Si è ridotta ulteriormente la produzione di geranio soprattutto “zonale” i cui livelli attuali sembrano adeguati alla domanda in alcune regioni ma in altre (Puglia, Lazio e Sicilia) vi è stata a tratti una carenza; è continuato l’aumento di disponibilità di vasi di Dipladenia e Mandeville (per tutte le tipologie: rampicanti, arbusto, basket), mentre diminuisce la produzione di Bouganville. Sempre richieste le piante mediterranee, piante grasse, le aromatiche (in vaso e arbusto) e le piante da orto. A livello geografico nel Nord Italia le aziende lombarde indicano ottime vendite a marzo e discrete ad aprile, quelle situate nel Veneto che producono e commercializzano piante in vaso presentano toni più positivi ad aprile e maggio anziché a marzo; entrambe le regioni segnalano un incremento medio del fatturato fino a un massimo del 5%. Molto positive le vendite per le aziende liguri (Albenga e Sanremo) a cominciare da marzo; il maltempo che ha colpito la regione a novembre e poi a febbraio 2015 ha compromesso alcune partite di piante che qualitativamente non sono state recuperate. Le richieste delle piante tipiche come Margherite e aromatiche sono andate molto bene e si segnalano a giugno ordinativi “fuori stagione” di timo e rosmarino da parte dei mercati esteri che non è stato possibile esaudire. Non sono state sufficienti, inoltre, alcune tipicità liguri come Calendula, Dimorphoteca e piante perenni. Le aziende che hanno rapporti con la grande distribuzione organizzata indicano un livello più che positivo delle vendite. Mediamente si stima un incremento delle vendite tra il 10 e il 20% a seconda del mese considerato e realizzato soprattutto grazie ai mercati esteri. Piuttosto positivi i giudizi sulle vendite anche nel Lazio le cui spedizioni sul mercato nazionale ed estero hanno registrato aumenti del 10% nei tre mesi centrali della primavera (marzo-maggio). Al di fuori dell’Italia sono citati in particolare la Turchia e i paesi dell’Ue fuori zona Euro; le destinazioni tradizionali, invece, risultano in contrazione. L’offerta di geranio, ridottasi negli ultimi anni, è risultata insufficiente rispetto alle richieste e la Mandeville continua a riscuotere successo sia verso la clientela nazionale sia estera, così come la Dipladenia soprattutto nel vaso 14, di cui si è avvertita la mancanza in alcune settimane. In Puglia come in Sicilia (zona di Ragusa) le vendite di piante in vaso si sono sviluppate su livelli superiori I semestre 2015 al primo semestre 2014. Nella prima regione le richieste si sono innalzate da metà aprile in poi, con il mese di maggio particolarmente positivo; si stima un miglioramento del fatturato pari al 10%. Per quanto riguarda le aziende che producono piante da giardino (provincia di Bari) le vendite di piante in vaso e arbustive sono state superiori su base annua nei mesi di maggio e giugno. In particolare a giugno vi è stato un buon dinamismo creato dai lavori di giardinaggio per la stagione turistica. Il mercato estero è risultato in crescita nei mesi di gennaio e febbraio. La presenza della Xilella Fastidiosa, nonostante i timori, non ha causato un rallentamento delle vendite se non per le piante presenti nella lista tra quelle ospitanti il batterio, tra queste piuttosto importante la quota di rosmarino. In Sicilia, in provincia di Ragusa la produzione a causa del clima ha raggiunto gli standard necessari tra marzo e aprile ed è stata sostenuta fino a giugno. In quest’ultimo mese l’interesse è andato principalmente alle stagionali fiorite per la sistemazione di spazi a verde pubblici e privati. Tra le specie vendute molto bene: lo Spathiphillum, il Pothos in basket e su tutore, tutte le fiorite tra cui le Surfinie in basket vendute, nel mese di giugno, anche per dimensioni non adeguate al vaso, per carenza di offerta. Le aziende siciliane in provincia di Catania non esprimono giudizi di miglioramento se non per quanto riguarda il mercato estero da metà aprile a giugno; soprattutto negli ultimi due mesi si è registrata un aumento tendenziale “fuori stagione” mai così evidente negli anni passati. Il maltempo abbattutosi nei primi mesi dell’anno con forti piogge, grandine e vento ha provocato dei danni alle piante mediterranee che tuttavia si sono in parte recuperati nei mesi di maggio e giugno, consentendo una vendita ritardata. Il freddo invece ha influito sulle piante verdi e fiorite utilizzate come piante da interno nel Nord Europa, il cui standard non era sufficiente nel periodo richiesto e facendo slittare le consegne ai mesi successivi. Piuttosto positive le vendite in Francia, in lieve recupero l’Inghilterra Le aziende in provincia di Milazzo dichiarano vendite all’estero superiori ai livelli dello scorso anno. Tra le regioni il cui entusiasmo è assai misurato vi sono la Campania e la Toscana. La prima regione registra un discreto andamento anche se il ritmo delle vendite soprattutto nei primi mesi è stato molto basso. Le piante più richieste tra marzo e giugno sono state tutte le fiorite in vaso e in basket tra cui l’Eurphorbia Milii. Nella seconda, le aziende della Versilia indicano con toni molto positivi solo le vendite sul mercato nazionale nel mese di aprile, mentre quello estero registra giudizi disomogenei tra le aziende e comunque, quando positivi, riguardano i mesi di aprile e maggio. Il vivaismo pistoiese non evidenzia un livello sufficiente di giudizi positivi che provengono in maniera prevalente dal mercato estero, fuori zona Ue. La fredda primavera sul mercato comunitario ha determinato una diminuzione dei fatturati a marzo (5-10%), mentre ad aprile vi è stato un buon recupero delle spedizioni. E’ risultato piuttosto deludente l’evoluzione a maggio la cui ragione si teme sia dovuta ad una preferenza verso piante a fiore o piante ortive da giardino commercializzate dai Garden Center. Il mercato nazionale dopo le avversità climatiche di gennaio e febbraio ha mostrato una discreta ripresa tendenziale ad aprile, per poi ricollocarsi al di sotto delle aspettative nel mese di maggio. Il vivaismo cannetese similmente a quello del distretto Alto Lombardo non ha evidenziato segnali di miglioramento se non per le aziende più dedite all’esportazione. Le piante in zolla sono state vendute abbastanza bene soprattutto in paesi al di fuori dell’Ue, mentre quelle in contenitore sono maggiormente colpite dalla persistente mancanza di committenti pubblici.

ANDAMENTO II° SEMESTRE 2015

1.1 Il mercato nazionale L’evoluzione delle vendite nel secondo semestre di piante in vaso non ha evidenziato segnali di ripresa delle vendite ma neanche si può affermare che si prospetti di nuovo uno scenario di contrazione della domanda. Sicuramente è calata l’attrazione che i fiori e le piante esercitavano nel passato tanto che in Germania e Paesi Bassi, dove i consumi sono ben più alti di quelli italiani e più consolidati nelle abitudini, si attuano da uno o due anni campagne specifiche sui mass media più importanti per la promozione dell’uso di fiori e piante. La forte ondata di caldo che ha colpito tutta l’Europa nei mesi estivi e si è protratta nei mesi autunnali ha provocato reazioni diverse negli acquirenti sia nei mercati del Nord Europa sia in Italia. Dal lato della produzione in buona parte delle regioni si è avuto un ritardo nella maturazione di ciclamini e crisantemi, ma non sempre ciò ne ha compromesso la qualità. Per quanto riguarda il mercato interno in questo secondo semestre il clima ha influenzato negativamente l’acquisto delle piante autunnali “ciclamini e crisantemi” in primis. La lentezza delle vendite nei mesi di settembre e ottobre dovuta a temperature quasi estive, che scoraggiava la permanenza a casa degli acquirenti, ha creato esuberi dell’offerta e pressioni sui prezzi nelle contrattazioni dei mesi successivi tra produttori e venditori. Per quanto riguarda il vivaismo purtroppo non ci sono ancora segnali sufficienti per sostenere un attenuamento del calo della domanda. Anche nel secondo semestre del 2015 nei primi mesi le spedizioni sono diminuite e solo sul finire dell’anno si è riattivato un flusso di ordini soddisfacente. Per le piante in vaso nei mercati esteri il mancato arrivo delle temperature fresche ha consentito il prolungamento dei rifornimenti di piante stagionali locali a discapito di quelle italiane. Solo le aziende italiane che dispongono di una gamma tipica mediterranea con fioriture introvabili nei mercati del centro e Nord Europa o specifiche dell’area pugliese e siciliana, hanno venduto molto bene nell’ultimo trimestre dell’anno. Nel terzo trimestre il mese di settembre viene segnalato come un mese positivo e di rialzo delle richieste: sui mercati esteri si sono potute esportare le piante verdi siciliane che erano in ritardo nella crescita a causa del clima, mentre molto poco è stato spedito a luglio e agosto a causa di una primavera in ritardo come temperature. Questo fenomeno climatico ha spostato le vendite di un paio di mesi fino a giugno non favorendo un ricambio di piante nei due mesi estivi. 1.2 L’andamento regionale In Veneto si sono svolte bene le vendite in tutto il Nord Italia nei mesi di settembre e ottobre con un’immissione tardiva dei ciclamini, dovuta all’influenza climatica, e una successiva staticità dei numeri di piante spediti a novembre e dicembre rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. In questi ultimi due mesi sono andate molto a rilento le richieste per crisantemi e ciclamini, - maggiore concorrenza sui formati mini da parte degli olandesi – mentre abbastanza bene quelle di Poinsettie. I prezzi però non hanno mostrato cenni di rialzi probabilmente per una competitività superiore allo scorso anno da parte di piante di ellebori di origine estera e per una certa disaffezione per le Stelle di Natale dovuta alla difficoltà di mantenerle fiorite a lungo. Le aziende lombarde non hanno registrato cambiamenti significativi nel secondo semestre rispetto al 2014 da parte della loro clientela situata nel Nord e Centro Italia. Tra le piante più richieste nel periodo autunnale l’offerta di ciclamini è risultata ancora sovradimensionata rispetto alle vendite, mentre quella di Poinsettie II semestre 2016 dopo un’iniziale impressione di volumi prodotti leggermente più bassi, a consuntivo si può asserire che non è mancata, anzi forse una minore quantità avrebbe giovato alle contrattazioni. Sicuramente inferiore, invece, è risultata l’offerta di crisantemi. Tra le piante più richieste vi è stato l’Helleborus e anche le piante da esterno fiorite, dato il clima mite dell’autunno, hanno avuto maggiori possibilità di smaltimento. Le aziende liguri presentano andamenti divergenti: in generale le aziende individuali che non vendono tramite cooperative sembrano aver subito maggiormente l’anomalo andamento climatico che come già detto ha favorito le piante locali sui mercati esteri. Sul mercato nazionale il mese di ottobre è stato senz’altro positivo e per alcuni anche settembre. Le piante la cui domanda è risultata meno positiva sono i ciclamini, soprattutto per la quota destinata alla Francia (anche per motivi qualitativi determinati dal clima) e la Stella di Natale che a consuntivo non raggiunto i volumi commercializzati dell’autunno 2014. Si discostano da questo andamento le realtà associative di Albenga che cooperano per le spedizioni all’estero e sul territorio nazionale. Tra i prodotti la cui disponibilità sui mercati esteri è stata maggiormente richiesta oltre alle aromatiche, vi è la lavanda in quanto in estate il caldo aveva danneggiato le piante coltivate in pien’aria. Nel Lazio e in Puglia la situazione commerciale è più omogenea rispetto al Nord Italia con giudizi positivi per tutto il periodo nella prima regione e per le piante tipiche del periodo prodotte in Puglia soprattutto nel bimestre agosto-settembre e a novembre. Nel Lazio si sono sviluppate molto bene le richieste di ciclamini e di stelle di Natale. I primi sono addirittura mancati a settembre, a causa del ritardo nella crescita per le alte temperature, e anche dopo la prima metà di novembre; la Poinsettia è stata venduta per numeri molto alti già dalla domenica dell’Immacolata per la quale hanno avuto un ruolo significativo le vendite degli ambulanti favorite dall’assenza di piogge e temperature miti e le consegne programmate per le vendite tramite le campagne di beneficenza di ONLUS. Poi è seguito un periodo di stazionarietà della domanda che si è riattivata dopo il 20 dicembre. I prezzi sono risultati stazionari o in aumento del 10% per le piante fiorite in serra fredda. Molto buone le spedizioni di ciclamini e stelle di Natale verso il Nord Italia, meno sviluppo verso il Sud per la presenza di produzioni locali sufficienti. Positive e regolari anche le vendite di crisantemi in vaso. In Puglia sono state vendute molto bene le Poinsettie, che sono state programmate per vasi più piccoli rispetto allo scorso anno, mentre i ciclamini hanno tolto spazio ai crisantemi in quanto il loro periodo di vendita ha subito uno spostamento di qualche settimana. Il clima asciutto ha consentito un notevole risparmio energetico. In Toscana sono state sostanzialmente positive le vendite anche perché l’offerta è contenuta e ancora in riduzione rispetto al secondo semestre del 2014, i produttori non hanno registrato tensioni sui prezzi o difficoltà a smaltire il prodotto, né problemi particolari in relazione al clima. In Campania al contrario, risulta ancora troppo elevato il livello di offerta per le tre maggiori tipologie del periodo (crisantemi, ciclamini e poinsettie) e si è riscontrata una domanda più bassa per il ciclamino. Il clima caldo ha inoltre ritardato l’accrescimento nei mesi estivi. In Sicilia si segnala una buona evoluzione delle vendite per le aziende situate in provincia di Ragusa non solo per le piante stagionali, ma anche per le piante verdi in vaso tra cui quelle su tutore. Per quest’ultime nel 2015 è aumentata la produzione di spathiphyllum, felce, pachire, calathee, singonium; tra le fiorite i volumi di ciclamini sono rimasti stabili, mentre quelli di poinsettie sono stati programmati per numeri troppo elevati in vasi medio-grandi rispetto alle richieste, costituendo una quota di invenduto. Il miglior andamento delle vendite di piante verdi è dovuto anche al venir meno della produzione proveniente da altre aziende, di cui una particolarmente importante situata in Toscana che riforniva il centro-sud Italia. Il buon andamento climatico e la mancanza di piogge ha favorito gli acquisti. Nelle altre provincie di Catania, Milazzo e Trapani si sono registrati risultati positivi per le aziende che producono piante da esterno ma solamente per gli sbocchi sul mercato estero e in particolar modo per gli agrumi e gli olivi. Per il primo semestre del 2016 le aziende italiane di fiori e piante temono il procrastinarsi di condizioni di debolezza della domanda condizionata anche da nuovi stili di consumi che attirano una larga parte dei potenziali acquirenti. La mancanza di promozione e di marketing sul prodotto floreale inoltre rende molto bassa la possibilità di riconquistare i livelli di penetrazione tra gli acquirenti che si avevano negli anni passati. A tutto ciò si è aggiunta a monte della produzione un impedimento alla libera circolazione delle piante verso gli altri paesi a causa del noto fenomeno della “Xylella”. La Comunità Europea ha reso obbligatorio a partire dal 21 dicembre 2015 il passaporto verde per le piante ritenute suscettibili alla Xyella (tranne i Paesi Bassi che invece l’applicheranno da aprile 2016). Ciò significa che le aziende situate in territori abbastanza ampi come quello ligure stanno cercando in tempi brevi di completare le pratiche amministrative per tutte le aziende che esportano (praticamente la totalità) piante come lavanda e rosmarino. II semestre 2016 Attualmente per farsi rilasciare il passaporto non serve solo fare domanda ma bisogna che un ispettore del Servizio Fitosanitario Regionale vada fisicamente nelle aziende a controllare che le piante siano effettivamente esenti e questo, ovviamente, allunga i tempi di rilascio. Le associazioni di categoria e le associazioni dei produttori hanno discusso con il Ministero dell’agricoltura la possibilità di approvare una procedura semplificata che prevede un’autocertificazione presentata dalle singole aziende tramite la richiesta di indennità nazionale. Chiedendo quest’ultima si potranno autorizzare le aziende ad esportare posticipando i controlli fisici sulle piante (entro 60 giorni). 

EMERGENZA PIRALIDE DEL BOSSO

Descrizione

WP_20140811_049.jpgLa “Piralide del Bosso” (Cydalima perspectalis) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Piralidi di origine orientale che è molto diffuso in Giappone, Cina e Corea. 

Le prime segnalazioni della sua presenza in Europa risalgono al 2006, mentre dal 2010 se n’è riscontrata la presenza nel territorio italiano, specificatamente nelle regioni del Nord.  

Nel 2013 abbiamo avuto le prime segnalazioni nella provincia di Reggio Emilia in maniera occasionale e con una incidenza delle infestazioni limitata. 

Puntualmente, come spesso accade per insetti esotici che compaiono all’interno di un territorio vergine e quindi privo dei naturali fattori di limitazione, durante questa annata l’insetto ha fatto la sua comparsa in gran parte dell’areale della nostra provincia con infestazioni anche molte consistenti sia in termini di danneggiamento delle piante che di percezione diretta della popolazione. 

L’insetto ha abitudini alimentari legate quasi esclusivamente alle piante di bosso, danneggiandone moltissime varietà anche se pare preferire Buxus sempervirens varietà rotundifolia che ha dimensioni della lamina fogliare maggiori. Sono segnalati attacchi anche su piante di Pachysandra terminalis, Ilex ed Euonymus, non ancora segnalati nella nostra provincia. 

Abbiamo invece constato la frequentazione di piante di specie differente dal bosso (platano, tiglio, prunus, acero, conifere ecc.) sulle quali però non sembra svolgere attività trofica. 

IL DANNO 

La larva si nutre delle foglie, dei germogli e, occasionalmente dei giovani rametti. Erodendo le lamine fogliari porta a manifestazioni sintomatologiche molto evidenti con un rapido mutamento dell’aspetto della pianta che perde il caratteristico  colore verde intenso per manifestare disseccamenti più o meno diffusi e una colorazione ocracea tipica di foglie che hanno perduto la capacità fotosintetica. 

WP_20140812_003.jpgAll’interno del fogliame compare una fitta rete di fili sericei prodotti dall’attività della larva all’interno dei quali rimangono intrappolati i residui dell’attività della larva stessa, le esuvie delle mute successive e gli escrementi dell’insetto. 

Forti infestazioni portano a gravi defogliazioni delle piante con perdita del valore paesaggistico degli esemplari, spesso protagonisti di siepi formali in giardini storici o semplicemente adornanti dimore private o giardini pubblici. 

Con il tempo la drastica defogliazione porta alla perdita completa del portamento caratteristico delle piante che, anche se non porta a morte l’esemplare, ne causa un danno estetico considerevole. 

L'insetto è anche in grado di effettuare delle migrazioni nell'intorno delle piante di bosso ed è quindi facilmente rinvenibile, in caso di forti infestazioni, anche sulle strutture poste nelle vicinanze (muretti, marciapiedi ecc.). 

IL CICLO  

Le notizie in merito al ciclo biologico non sono ancora complete, o meglio, non abbiamo ancora certezza di come si comporti all’interno dei nostri areali. Indicativamente possiamo dire che l’insetto può compiere due - tre o quattro generazioni nel corso dell’anno e trascorre l’inverno come larva all’interno del bozzolo sericeo tessuto tra le foglie delle piante.   

Le larve riprendono l’attività trofica all’innalzamento delle temperature primaverili (indicativamente nel mese di aprile), completano lo sviluppo, si impupano e danno origine alla prima generazione di adulti nel mese di giugno. Secondo quanto riportato in bibliografia occorrono circa 30 – 40 giorni per compiere un ciclo completo (da uovo ad adulto).  

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L’adulto è una farfalla con ali bianche corredate da una tipica banda marrone scuro sui bordi. L’apertura alare di circa 40 mm.  

 

 

Le uova vengono deposte tipicamente a gruppi dagli adulti, in maniera tale da formare delle caratteristiche oviplacche di 15-20 elementi collocate nella pagina inferiore delle foglie. Inizialmente le uova appaiono di colore giallo chiaro, mentre in seguito tendono ad imbrunire lasciando intravedere al loro interno una macchia scura corrispondente alla capsula cefalica nera della larva in via di formazione.

 

P1050236.jpgLe larve di prima età sono lunghe circa 1,5 mm, presentano un colore tendenzialmente giallastro con il capo nero. Inizialmente, appena uscite dalle uova, si nutrono in forma gregaria e sono quindi facilmente osservabili in piccoli popolamenti nella pagina inferiore delle foglie. In questa fase la larva si nutre esclusivamente della parte inferiore delle foglie risparmiando l’epidermide superiore.

   

WP_20140812_005.jpgA partire dalla terza età le larve si nutrono erodendo completamente la foglia che assume un tipico aspetto scheletrizzato a seguito della perdita totale del lembo e della conservazione delle nervature. Le larve in questa fase cominciano a tessere i fili sericei allo scopo di avvolgere mazzetti di foglioline e creare dei “nidi” all’interno dei quali si incrisalidano.

 

Lo sviluppo larvale avviene con una successione di età variabili (generalmente 5 o 6 stadi) caratterizzati da un progressivo incremento delle dimensioni e da una colorazione che diviene sempre più intensa. Il colore delle larve rimane sempre con una caratteristica tinta di fondo gialla-verdastra con bande laterali nere, mentre appare molto evidente il capo nero. A maturità le larve raggiungono le dimensioni di 38-40 mm.  

La crisalide ha una lunghezza di 20 mm circa e si presenta di colore inizialmente verde chiaro e poi virante al bruno. Le  troviamo nascoste con cura all’interno della vegetazione, avvolte da un bozzolo sericeo biancastro. 

LA LOTTA 

Nei confronti di questo insetto non risultano ancora registrate per l'impiego specifico sostanze attive particolari. 

E' preferibile scegliere prodotti a basso impatto ambientale in grado di preservare quanto più possibile l'integrità dell'ecosistema, anche allo scopo di favorire il naturale controllo dell'infestante. 

Prodotti come il Bacillus thuringiensis var. Kurstaki o come i regolatori di crescita sono in grado di fornire risultati apprezzabili senza creare gravi alterazioni dell'equilibrio ambientale. per assicurare l'efficacia del trattamento occorre intervenire nei confronti di larve giovani sulle quali i prodotti si rivelano maggiormente efficaci. 

Sono disponibili trappole sessuali per la cattura degli adulti che consentono, attraverso il monitoraggio del volo delle farfalle, di posizionare correttamente gli interventi.